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Home » News

Cosa è successo l’8 novembre 2016

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Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

Stati Uniti: tra qualche ora, scopriremo chi hanno scelto i cittadini americani come 45esimo inquilino della Casa Bianca. I candidati dei due principali partiti sono la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump. Nei sondaggi, Clinton è in leggero vantaggio sul tycoon newyorchese, ma si profila un serrato testa a testa. Chi sono gli altri candidati? Quali sono invece gli stati in bilico che con il loro voto determineranno i risultati di questa tornata elettorale? Segui la nostra diretta.

Ungheria: la riforma costituzionale promossa dal premier ungherese Viktor Orban per sottrarsi alle quote di accoglienza dei migranti previste dall’Unione europea ha ricevuto il no del parlamento ungherese che ha espresso 133 voti contrari e 131 favoreli. L’Unione europea ha affrontato un flusso di 1,4 milioni di persone dall’inizio del 2015, molte delle quali in fuga da paesi in guerra come la Siria. Ma Orban ha deciso di respingere migranti e richiedenti asilo rafforzando i confini.

Francia: il belga Oussama Atar, 32 anni, già accusato di aver pianificato gli attacchi di Bruxelles, è sospettato dagli investigatori francesi di aver coordinato dalla Siria anche gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Lo scorso giugno le agenzie di intelligence francesi sono state allertate sull’intenzione di Atar di recarsi in Francia attraverso l’Albania facendo ritorno dalla Siria. Ma al momento l’uomo rimane irreperibile.

Germania: tra gli ultimi arresti collegati al sedicente Stato islamico c’è anche un uomo sospettato di essere una figura di spicco del gruppo. La polizia tedesca ha perquisito diverse abitazione nel nord e nell’ovest della Germania e una moschea di Hildesheim, nei pressi di Hanover. Tra le persone fermate c’è un iracheno conosciuto come Abu Walaa e soprannominato “il predicatore senza volto”. Tutti gli uomini in custodia sono sospettati di essere dei reclutatori dell’Isis che aiutavano gli aspiranti jihadisti a raggiungere le zone di conflitto per unirsi alle fila dell’autoproclamato califfato.

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