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Cosa è successo il 26 agosto nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

Di TPI
Pubblicato il 26 Ago. 2016 alle 16:23
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Immagine di copertina

 Italia: l’ultimo bilancio ufficiale del terremoto che ha colpito il centro Italia è di 268 vittime, 208 solo ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. I feriti sono in tutto 387. Domani si terranno i primi funerali ufficiali di alcune vittime ad Ascoli Piceno alla presenza delle massime autorità dello stato. Le ricerche continuano incessanti per il terzo giorno consecutivo. Tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

– Siria: almeno undici bambini sono stati uccisi in un bombardamento sulla città di Aleppo, in Siria, da parte delle forze governative, avvenuto giovedì 25 agosto. Attivisti hanno accusato il governo di Damasco di aver usato bombe-barile rudimentali, che hanno devastato un quartiere della città in mano ai ribelli siriani. Testimoni raccontano di aver visto parenti e familiari tirare fuori dalle macerie i corpi senza vita dei bambini, mentre i feriti venivano trasportati negli ospedali più vicini. L’attacco si è verificato nella zona di Bab al-Nayrab, nella zona occidentale della città di Aleppo. Una ragazza è stata estratta viva dalle macerie di un edificio colpito, hanno raccontato attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani. “Quindici civili, tra i quali 11 bambini, sono stati uccisi da un bombardamento sul quartiere di Bab al-Nayrab”.

– Francia: il Consiglio di stato francese, la più alta corte amministrativa del paese, ha sospeso il divieto di indossare il burkini, varato da alcuni sindaci. Il tribunale si è espresso in seguito alla richiesta da parte della Lega dei Diritti Umani di rovesciare il divieto di burkini nella città mediterranea di Villeneuve-Loubet, che aveva sostenuto che tale divieto sarebbe stato contro le libertà civili. La corte ha detto in un comunicato che il decreto che vieta il burkini a Villeneuve-Loubet è “seriamente e chiaramente illegale, ha violato le libertà fondamentali di movimento, la libertà di culto e la libertà individuale”. I sindaci avevano giustificato questi provvedimenti come garanti dell’ordine pubblico e della laicità dello stato, mentre molti dei musulmani residenti in Francia si sentono ingiustamente presi di mira da queste norme restrittive. Il divieto, proclamato dai sindaci di varie città costiere francesi aveva fatto molto discutere e aveva spaccato il governo di Manuel Valls. 

– Ungheria: il governo di Budapest ha in programma di costruire un secondo muro di recinzione al confine meridionale con la Serbia, che gli consenta di tenere fuori qualsiasi nuova ondata di migranti. Lo ha annunciato oggi, 26 agosto, il primo ministro ungherese Viktor Orban. Orban ha detto che la nuova barriera, da costruire accanto a quella già esistente, dovrebbe rafforzare le difese anti-migranti se le politiche della Turchia dovessero cambiare. Se ciò accadesse infatti, centinaia di migliaia di persone potrebbero giungere al confine ungherese, ha detto in una dichiarazione alla radio di stato. “Una progettazione tecnica è in corso per erigere un sistema di difesa più massiccio accanto al muro esistente di difesa che è stato costruito in fretta l’anno scorso”, ha detto Orban.

– Turchia: un’autobomba è esplosa in un quartier generale della polizia nel sud-est della Turchia, uccidendo almeno otto persone e ferendone circa 68. L’attacco arriva all’indomani dell’incursione contro lo Stato islamico e i miliziani curdi in Siria. L’agenzia stampa Anadolu ha accusato il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), un gruppo militante curdo, di essere responsabile dell’attentato. Ma non c’è stata finora nessuna rivendicazione di responsabilità. L’attacco è avvenuto a Cizre, nella provincia di Sirnak, al confine con Siria e Iraq. Non è chiaro se le vittime erano civili o funzionari di polizia. Forze speciali dell’esercito turco, insieme ai jet della coalizione internazionale a guida statunitense, hanno lanciato mercoledì 24 agosto la prima offensiva coordinata sul territorio siriano, al confine con la Turchia. 

– Siria: il governo siriano e i ribelli hanno raggiunto un accordo per togliere l’assedio sulla città siriana di Daraya. Più di 4mila abitanti della cittadina a soli 7 chilometri dalla capitale Damasco potranno spostarsi nei campi allestiti dal governo, mentre 700 combattenti ribelli potranno lasciare i quartieri sotto assedio, per recarsi nella città di Idlib. Lo hanno reso noto i media di stato siriani. Gli abitanti di Daraya sono rimasti intrappolati dai bombardamenti per quattro anni, a partire dal 2012, e hanno ricevuto i primi aiuti soltanto lo scorso giugno. Intanto, i veicoli della Mezzaluna siriana, una sorte Croce Rossa, sono pronti per entrare in città al fine di fornire aiuti e sostegno alla popolazione sotto costanti bombardamenti e a corto di rifornimenti alimentari ed energia elettrica. Le ambulanze e i carichi di aiuti umanitari sono in stand-by pronti per iniziare l’evacuazione della città, in attesa del via libera come concordato fra le due parti. 

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