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Cosa è successo il 19 settembre nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

Di TPI
Pubblicato il 19 Set. 2016 alle 18:45
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Immagine di copertina

Stati Uniti: un cittadino americano di origini afghane, già ricercato dalla polizia in relazione agli ordigni esplosi a New York e a quelli ritrovati in New Jersey, è stato catturato dalla polizia. Si tratta di Ahmad Khan Rahami, residente a Elizabeth, New Jersey. Rahami è stato catturato a Linden, in New Jersey. Gli investigatori ritengono che più persone siano state coinvolte negli episodi criminali. La polizia di New York aveva emesso un mandato di cattura nei confronti del 28enne, confermando il collegamento tra gli eventi di New York e il ritrovamento degli ordigni nella cittadina del New Jersey. Durante la notte tra domenica 18 e lunedì 19 settembre 2016 erano stati trovati cinque potenziali bombe nei pressi di una stazione del New Jersey, una delle quali è esplosa quando un robot degli artificieri ha cercato di disinnescarla. 

– Libia: due italiani sono stati rapiti in Libia. La Farnesina conferma la notizia. I due italiani rapiti lavorano per conto di una società italiana di manutenzione dell’aeroporto di Ghat, la Con.I.Cos (Contratti Internazionali Costruzioni), di Mondovì in provincia di Cuneo. Insieme agli italiani è stato rapito anche un canadese, anche lui dipendente della stessa società. Il rapimento è avvenuto all’alba di oggi a Ghat, nel sud della Libia. Lo riferisce il sindaco della città, Komani Mohamed Saleh al sito arabo Tuniscope. 

– Israele: due palestinesi sono stati uccisi dalla polizia israeliana lunedì 19 settembre mentre stavano cercando di accoltellare alcune persone vicino alla Tomba dei Patriarchi a Hebron. La polizia è intervenuta aprendo il fuoco: uno dei due assalitori è morto sul colpo, l’altro in ospedale a causa delle ferite. Quello di oggi è stato il settimo attacco da parte di lupi solitari palestinesi in quattro giorni. Poche ore prima, due poliziotti israeliani erano stati feriti, uno in maniera grave in un accoltellamento nella Città vecchia di Gerusalemme. Una poliziotta di 38 anni è stata portata all’ospedale in gravi condizioni dopo essere stata colpita al collo. L’altro agente ferito, di 45 anni, ha riportato solo lievi lesioni da arma da taglio. 

– Repubblica democratica del Congo: la polizia della Repubblica democratica del Congo ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere una marcia di protesta per chiedere le dimissioni del presidente Joseph Kabila. I manifestanti hanno innalzato barricate e incendiato auto nelle strade principali di Kinshasa, la capitale del Congo. Diciassette persone sono morte negli scontri, due manifestanti e due agenti. Un poliziotto è stato linciato dalla folla e il suo cadavere è stato dato alle fiamme. L’opposizione accusa Kabila di stare provando a ritardare le elezioni con lo scopo di rimanere al potere oltre il limite di due mandati concesso dalla costituzione. I manifestanti avevano organizzato una marcia di protesta sotto la sede della commissione elettorale per chiedere una data precisa in cui tenere le prossime elezioni, ma durante il corteo sono scoppiati i tumulti. 

– Iraq: le famiglie irachene di Falluja stanno iniziando a tornare nella loro città, tre mesi dopo la liberazione dal sedicente Stato islamico, in una lunga offensiva delle forze armate irachene. A quaranta famiglie è stato dato oggi il permesso di tornare nei loro quartieri ormai dichiarati sicuri, ha detto Suhaib al-Rawi, il governatore della provincia occidentale di Anbar. In tutto sono state 236 le famiglie tornate alle proprie case di Falluja e dei sobborghi circostanti negli ultimi giorni. Prima del conflitto la città contava oltre 300mila persone. La città è stata liberata nel mese di giugno dopo un’operazione, durata circa un mese, delle forze irachene, con il sostegno dell’aviazione statunitense. Falluja era stata la prima città irachena a cadere nelle mani del sedicente Stato islamico, nel gennaio del 2014. 

– Turchia: il nuovo anno scolastico è ricominciato per i 18 milioni di studenti turchi, dopo le epurazioni che hanno colpito migliaia di insegnanti sospettati di legami con il colpo di stato dello scorso 15 luglio. I sindacati prevedono una partenza caotica per l’anno scolastico, dal momento che 50mila cattedre sono vacanti. Ai bambini è stato dato un opuscolo sul fallito colpo di stato dello scorso luglio che ricorda “il trionfo della democrazia e la memoria dei martiri”. Gli studenti saranno inoltre sottoposti alla visione di alcuni video. In uno di questi viene mostrato Erdogan che legge l’inno nazionale mentre scorrono una serie di immagini di carri armati nella capitale Ankara nel giorno del tentato golpe. 

– Russia: il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, ha vinto le elezioni parlamentari con il 54,2 per cento dei voti, che gli valgono 343 seggi sui 450 della Duma, staccando notevolmente gli avversari: i comunisti, secondo partito, sono appena al 13,5 per cento, i Liberal-democratici al 13,2 per cento e Russia Giusta al 6,2 per cento. I primi quattro partiti sono fedeli al presidente Putin, mentre le opposizioni extraparlamentari non hanno superato la soglia di sbarramento del 5 per cento e nemmeno quella del 3 per cento, che dà accesso al finanziamento pubblico: Parnas, dell’ex premier Mikhail Kasyanov, è allo 0,7 per cento, mentre Yabloko all’1,8 per cento. Irregolarità nelle votazioni sono state rilevate in diverse aree del paese e il capo della commissione elettorale Ella Pamfilova, una rispettata attivista per i diritti umani, ha detto che i risultati potrebbero essere annullati in tre seggi. 

– Germania: i cristiano-democratici della cancelliera tedesca Angela Merkel hanno subito la seconda sconfitta alle urne in due settimane, ottenendo il peggior risultato dal 1990 nello stato di Berlino, dove domenica 18 settembre i cittadini hanno votato per eleggere il parlamento del Lander in cui si trova la capitale tedesca. I risultati definitivi delle elezioni regionali forniti dall’ufficio elettorale hanno confermano le proiezioni, che davano forti perdite per i due principali partiti, Cristiano democratici (Cdu) e socialdemocratici (Spd) e l’ascesa nei consensi del partito populista e anti-immigrazione Alternative fur Deutschland (Afd). I socialdemocratici, con il 21,6 per cento dei voti restano il primo partito, ma hanno perso il 6,7 per cento rispetto al 2011. La Cdu ha ottenuto il 17,6 per cento delle preferenze (-5,7 per cento), seguita da Linke con il 15,6 per cento e Verdi con il 15,2. 

– India: il governo indiano ha accusato il Pakistan di essere coinvolto nell’attacco alla base militare del Kashmir in cui domenica 18 settembre sono morti 17 soldati e ha definito la nazione confinante uno “stato terrorista”. L’attacco al campo militare, in una zona di confine contesa tra le due nazioni, è stato uno dei più gravi subiti dalle forze indiane in Kashmir e ha suscitato rabbia e reazioni violente in tutta la nazione. Il bilancio delle vittime non è ancora definitivo e potrebbe salire, perché alcuni dei 35 soldati rimasti feriti sono in gravi condizioni. Quattro fedayeen, miliziani addestrati per compiere missioni che in genere si rivelano suicide, hanno attaccato la base di Uri, vicino il confine militarizzato che divide il Kashmir indiano dalla regione controllata dal Pakistan e sono stati uccisi dopo tre ore di combattimento. 

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