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Reddito di cittadinanza: la maggior parte dei richiedenti sono stranieri e over 50, pochi i giovani

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 26 Mar. 2019 alle 15:20 Aggiornato il 26 Mar. 2019 alle 17:41
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Immagine di copertina

Sono stranieri e over 50 i principali beneficiari del reddito di cittadinanza, il nuovo sussidio economico di contrasto alla povertà messo in campo dal M5s e vincolato alla sottoscrizione del Patto per il Lavoro e, quindi, alla ricerca attiva di un impiego.

Sul RdC – contenuto nel “decretone” insieme a Quota 100 – si sono levate diverse voci critiche sia in seno alla maggioranza che all’opposizione, le quali hanno spesso additato il sussidio come un incentivo per i giovani a rimanere a braccia conserte sul “divano”.

L’impatto che il RdC avrebbe avuto su chi appartiene a una fascia di età giovane, infatti, è stata una delle questioni più dibattute, motivo per cui stupisce sapere che, in realtà, questa è la platea dalla quale sono giunte meno domande.

A richiedere il reddito di cittadinanza sono per lo più over 50 con una situazione lavorativa precaria e in cerca di stabilità; in queste prime settimane di partenza della nuova misura, quindi, il trend ha disatteso le previsioni, almeno sotto questo profilo.

Reddito di cittadinanza 2019: il modulo Inps in pdf da scaricare gratis e le istruzioni per compilarlo

Oltre gli over 50, poi, a fare richiesta del beneficio sono anche tanti stranieri, i quali godono di tutti i requisiti necessari: 10 anni di residenza continuativa in Italia e un reddito Isee entro i limiti stabiliti.

A quanto si apprende dai dati diffusi dalla Consulta Nazionale dei Caf, infatti, dal giorno di partenza della nuova misura – quindi dal 6 marzo – solo il 6,8 per cento degli under 30 ha presentato domanda. Tale percentuale cresce leggermente al Sud Italia, dove i giovani a richiedere il RdC sono stati il 10,3 per cento. Una differenza abbastanza evidente con il Nord, dove invece gli under 30 a presentare la propria domanda sono stati il 4,7 per cento, mentre al centro ci si abbassa di nuovo al 3,2 per cento.

A fornire una spiegazione di questo trend è stato Paolo Conti, Direttore dei Caf Acli: “Gli under 30 risulteranno più spesso inseriti nel nucleo familiare dei genitori,e quelli che fanno nucleo a sé hanno già probabilmente una fonte di reddito e quindi non presentano la domanda.”

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