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Il reddito di cittadinanza spetterà a un milione di famiglie in meno del previsto, platea di destinatari più ristretta

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A metà gennaio 2019 il governo adotterà il decreto legge con i dettagli sul reddito di cittadinanza, la misura cardine della legge di bilancio 2019 e cavallo di battagli di uno dei due partiti al governo, il M5s.

Secondo gli annunci del ministro dell’economia, Giovanni Tria, il reddito partirà il 1 aprile.

Una delle incognite più grande rimane una: chi ne potrà beneficiare? Quante saranno le famiglie che faranno parte della platea degli aventi diritto?

Secondo il quotidiano Il Messaggero, che ha visionato la bozza del provvedimento e della relazione tecnica, la platea dei beneficiari, si è ristretta rispetto ai proclami iniziali.

Nel documento si parla di 1,375 milioni di nuclei familiari, per una spesa annuale di 8,1 miliardi di euro. Dal momento che nel 2019 la misura partirà ad aprile, per quest’anno la copertura finanziaria sarà di 6,11 miliardi di euro.

Rispetto alle prime stime, sono un milione in meno circa i nuclei familiari beneficiari, che passano da 2,267 a 1,375 milioni.

Quali sono dunque i requisiti che stabiliscono chi abbia diritto al reddito?

Reddito di cittadinanza: i requisiti

L’articolo 2 della bozza specifica che possono accedere al sussidio solo coloro che hanno un Isee di massimo 9.360 euro.

Tra gli altri requisiti vi è un patrimonio immobiliare che non può superare i 30mila euro, esclusa la prima casa, e non si possono avere depositi in conto corrente, azioni o obbligazioni per un totale che supera i 6mila euro. Questa somma aumenta di 2mila euro per ogni componente della famiglia, fino a un massimo di 10mila euro.

Se nel nucleo familiare ci sono soggetti disabili, la somma può aumentare di ulteriori 5mila euro.

Tra i requisiti da tenere in considerazione ai fini dell’erogazione del reddito di cittadinanza, vi è il reddito familiare, cioè le entrate monetarie della famiglia.

Il reddito familiare è fissato in 6mila euro l’anno, incrementati di 2.400 euro per ogni componente maggiorenne e 1.200 euro per ogni minorenne, fino a 12.600 euro.

Se la famiglia risiede in un’abitazione in affitto, la soglia di partenza per poter accedere al reddito di cittadinanza è elevata a 9.360 euro.

Può invece accedere alla pensione di cittadinanza, chi ha un reddito annuo che non può superare i 7.560 euro.

Possesso di automobili e motociclette

Tra gli altri requisiti per l’accesso alla misura, vi è il possesso di auto, moto e imbarcazioni: nessun componente del nucleo può essere intestatario a qualunque titolo, o avere la disponibilità, di autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta del Reddito.

In ogni caso, l’automobile posseduta non può avere una cilindrata superiore a 1.600 centimetri cubi. Nel caso delle moto, non può essere superiore ai 250 cc, e non può essere immatricolata nei due anni antecedenti la richiesta del sussidio.

Le categorie che non hanno diritto al reddito

Nella bozza si specifica inoltre che non hanno diritto al reddito i detenuti, e coloro che sono ricoverati in istituti di lunga degenza i cui costi sono sostenuti dallo Stato.

Non hanno inoltre diritto al reddito di cittadinanza coloro che sono disoccupati dopo essersi dimessi volontariamente nei 12 mesi precedenti la domanda di sussidio.

Cittadini stranieri

Per quanto riguarda i cittadini stranieri con regolare permesso di soggiorno, essi hanno accesso solo se sono residenti in Italia da almeno 5 anni.

Circa 200mila nuclei familiari rientrano in questa categoria.

L’assegno ed erogazione

Il reddito viene erogato attraverso una tessera unica per nucleo familiare, ma dal 2020 potrebbe essere erogato ai singoli componenti.

L’assegno erogato è di 500 euro mensili, ai quali si aggiungerà un contributo di 280 euro per coloro che vivono in una casa in affitto.

Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza, il contributo per l’affitto è di 150 euro e non 280.

Per le famiglie che hanno una casa di proprietà ma pagano un mutuo, il contributo, oltre i 500 euro, è di 150 euro e non 280 come per gli affitti.

Le offerte di lavoro

L’erogazione del reddito di cittadinanza è legato a un “patto” secondo il quale il beneficiario del sussidio si impegna a non rifiutare una di 3 offerte di lavoro “congrue”.

I beneficiari della misura possono seguire due percorsi diversi, il primo attraverso i centri per l’impiego per trovare lavoro, il secondo attraverso i comuni, nei casi di povertà e marginalità più impegnative.

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