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Reddito di cittadinanza, lancia una petizione pro-disabili e viene ricoperto di insulti

Raffica di messaggi contro il promotore dell'iniziativa, che nel frattempo ha superato le 15mila firme su Change.org

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 26 Feb. 2019 alle 12:45 Aggiornato il 26 Feb. 2019 alle 17:25
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Immagine di copertina

Ha lanciato una petizione online per garantire ai disabili l’accesso al reddito di cittadinanza e, per questo, è stato ricoperto di insulti sulla sua pagina Facebook. “Infame”, “saccente si sinistra”, “piddino”, “essendo disabile crede di aver ragione a prescindere”, gli hanno scritto tra le altre cose gli haters.

Lui è Iacopo Melio, 26 anni, fondatore della onlus #Vorreiprendereiltreno. TPI lo aveva intervistato qualche settimana fa, dopo che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, gli aveva conferito l’onorificenza al Merito della Repubblica italiana [qui l’intervista].

Il 21 febbraio 2019 Melio ha lanciato una campagna sulla piattaforma Change.org intitolata “Apriamo gli occhi: il Governo garantisca i diritti dei disabili”. L’iniziativa ha l’obiettivo di favorire per i disabili l’accesso a reddito e pensione di cittadinanza.

Con la petizione sono avanzate in particolare 5 proposte al Governo:

  1. estendere l’accesso alla pensione di cittadinanza anche agli anziani che convivono con persone maggiorenni con disabilità gravi o non autosufficienti;
  2. considerare maggiormente i disabili nel calcolo delle soglie di accesso al reddito per ogni famiglia e nella definizione dell’ammontare del reddito erogato;
  3. escludere dal calcolo dell’Isee familiare i trattamenti assistenziali erogati a chi è disabile;
  4. aumentare la soglia di patrimonio finanziario per la quale si ha diritto al reddito per ogni figlio con disabilità media e alzarla ulteriormente per ogni figlio con disabilità grave/non autosufficiente;
  5. concedere le agevolazioni previste dalla norma sul reddito di cittadinanza alle sole realtà che siano in regola con la legge che prevede l’assunzione di parte del personale disabile per le grandi aziende.

L’iniziativa in pochi giorni ha raccolto più di 15mila firme, tra cui quelle dell’ex presidente di Emergency, Cecilia Strada, e del leader di Possibile, Pippo Civati.

Melio ha promosso la petizione attraverso i propri canali social ed è stato ricoperto di insulti. “Piddino, vai a fare lezioni di moralità a Rignano sull’Arno”, gli ha scritto un utente (Rignano sull’Arno è il Comune dell’ex segretario del Pd Matteo Renzi). “Rimuovere i PDioti e chi scrive articoli così imbecille”, commenta un altro. “Non firmate la petizione”, esorta un altro ancora.

Oltre ai commenti degli haters ci sono stati tuttavia anche messaggi favorevoli all’iniziativa. C’è chi scrive “tutti potremmo essere disabili, senza preavviso”, chi ricorda che “nessuno è cittadino di serie B”. “Ogni Governo ha come compito morale all’interno delle proprie idee di sostenere, laddove ci siano difficoltà, ogni cittadino”, sottolinea un altro utente.

Qui il link per firmare la petizione di Iacopo Melio.

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