L’ideatore del reddito di cittadinanza: “Furbetti e fannulloni non avranno vita facile”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 31 Dic. 2018 alle 18:09 Aggiornato il 31 Dic. 2018 alle 18:23
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Mancano ormai 3 mesi, secondo gli annunci del governo, all’entrata in vigore del reddito di cittadinanza. La misura chiave della legge di bilancio 2018 dovrebbe infatti partire il prossimo.

Ancora poco o nulla si sa su come si realizzerà effettivamente la misura. Per avere il decreto legge attuativo bisognerà attendere ancora qualche settimana.

Pasquale Tridico, l’ideatore del reddito di cittadinanza, racconta al quotidiano la Verità, qualche dettaglio in più.

“A gennaio arriverà l’articolato definitivo in Consiglio dei Ministri. Poi diventerà un decreto legge con il normale iter parlamentare. Potrà presentare domanda chiunque abbia un Isee medio di 9.360 euro”, spiega l’economista.

“La prima casa non intaccherà il reddito. Lo ridurrà solamente: ha diritto al reddito anche chi oltre alla prima casa ha una proprietà il cui valore non superi i 30mila euro. Inoltre se hai più di 8mila euro sul conto corrente, con riferimento all’anno precedente all’introduzione del reddito, non puoi accedere”, specifica il professore dell’Università Roma Tre.

E i furbetti, assicura l’economista, non avranno vita facile: “Abbiamo una norma anti divorzio-truffa, con il controllo incrociato di Comune, Inps, e agenzia delle entrate. Tre setacci a cui non scappa nessuno. Inoltre abbiamo previsto da uno a 6 anni di condanna per i percettori indebiti e i loro complici”.

Tridico spiega inoltre quali saranno i vantaggi per le imprese: “Chi assume un percettore a tempo indeterminato, prende uno sgravio per la durata rimanente del reddito. Quindi se hai usufruito per 5 mesi, tu lavoratore porti con te una dote di 13 mesi. Questo creerà un meccanismo virtuoso: l’impresa se è furba andrà a caccia dei più giovani con la dote più alta. Un neolaureato diventa superappetibile”, prosegue l’ideatore della misura.

E Tridico prosegue, spiegando la figura del navigator, il tutor che si dovrà occupare di trovare lavoro ai beneficiari del reddito.

“Ne prenderemo 30mila. 4 mila il primo anno. Sarà la più grande assunzione per un servizio di pubblica utilità della storia italiana”, spiega Tridico.

Come già emerso nei mesi precedenti, i criteri di accettazione e rifiuto delle offerte di lavoro sono molto stringenti. “Se ne potranno declinare solo tre, al terzo no sei fuori. Sulla territorialità, alla fine ci sarà un mix. Sei disoccupato da 6 mesi? Puoi rifiutare fino a 250 km, sei disoccupato da più di 12 mesi? Potrai rifiutare un lavoro solo sopra i 500km. Altrimenti, se dici di no perdi il reddito”, continua ancora il professore.

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