Per avere il reddito di cittadinanza servirà l’identità digitale

Di TPI
Pubblicato il 24 Dic. 2018 alle 16:10 Aggiornato il 24 Dic. 2018 alle 19:08
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Immagine di copertina

Per avere il reddito di cittadinanza servirà un’identità digitale. Non è uno slogan verso l’Italia “3.0” tanto cara al Movimento 5 stelle ma l’impegno del vicepremier Luigi Di Maio. Anzi, per usare le sue parole, “la mia grande sfida nel prossimo anno”.

Il capo politico del Movimento 5 stelle lancia quindi la corsa verso l’identità digitale “in generale”. L’impegno: “Consentire al cittadino, quando ha la carta d’identità, di avere un’identità digitale che poi gli consenta di abilitarsi a tutti i portali”. 

Questo l’impegno del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico preso durante il Forum Agi sul digitale. Con il reddito di cittadinanza e “tanti altri strumenti” contenuti nella legge di bilancio, ci sarà l’opportunità di “far identificare milioni e milioni di persone in più”, ha spiegato Di Maio. 

“È una grande occasione” ammette il vicepremier “per creare identità digitali nuove tra i cittadini, perché avranno interesse ad identificarsi”. Sulla prospettiva di dover quindi prendere l’identità digitale Spid per avere il reddito di cittadinanza, Di Maio ha risposto: “Stiamo lavorando in questa direzione”. 

Il ministro ha sottolineato di non avere “alcun pregiudizio nei confronti di Spid: la questione è che il team digitale ha sviluppato una serie di tecnologie e dobbiamo decidere in quale direzione andare”.

Di Maio si è poi detto “molto contento” che il Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale Luca Attias stia portando avanti “in continuità il lavoro fatto prima con Diego Piacentini”, dal 2016 al 2018 Commissario dei governi Renzi e Gentiloni. 

“Collaboriamo con loro anche sul reddito di cittadinanza” ha riferito “abbiamo fatto con loro una serie di cose che ci serviranno per il portale”. Il processo di identificazione, la presentazione dei documenti, l’accesso al reddito di cittadinanza – ha fatto notare – “sarà fatto tutto in digitale mentre con il Rei bisognava andare al centro impiego a consegnare le carte”; ora è stato fatto – ha aggiunto – un “gran lavoro di coordinamento degli enti che avevano accesso alle banche dati”. 

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