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Caso De Vito, la frecciata di Cantone al M5S: “Corruzione combattuta solo all’opposizione”

Il presidente dell'Anac: "È mancata da parte della classe dirigente di questa città una tensione etica, o meglio questa tensione etica la si è avuta quando si è stati all'opposizione"

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 21 Mar. 2019 alle 13:48
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Immagine di copertina
Raffaele Canton. Credit: TIZIANA FABI / AFP

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac), non risparmia critiche al M5S dopo l’arresto del presidente dell’Assemblea comunale di Roma, il pentastellato Marcello De Vito, accusato di aver ricevuto tangenti da alcuni imprenditori.

Secondo Cantone, “quella contro la corruzione è una grande battaglia che si fa all’opposizione”, ma che ci si dimentica di portare avanti quando si sale al governo.

Il presidente dell’Anac ha commentato la vicenda di De Vito durante la presentazione a Roma del libro “Casamonica” di Nello Trocchia, giornalista del programma tv PiazzaPulita e collaboratore di TPI.

“La ascesa di personaggi come i Casamonica, personaggi improbabili che addirittura ostentano la loro criminalità, dimostra che non ci sono nel Dna di Roma gli anticorpi per rigettare questo genere di fenomeni”, osserva Cantone.

“Mi auguro che il presidente De Vito sia innocente e che dia spiegazione di certi passaggi”, premette il numero uno dell’Anti-corruzione, ma “quando si legge in un’intercettazione ‘abbiamo due anni, dobbiamo fare tutto in due anni’ io mi chiedo: ma tutto che?”.

Secondo Cantone, “è mancata da parte della classe dirigente di questa città una tensione etica, o meglio questa tensione etica la si è avuta quando si è stati all’opposizione”.

Il magistrato non nomina nessun partito in particolare, ma il riferimento al Movimento Cinque Stelle, che guida il Campidoglio dal 2016, sembra evidente.

“Quella contro la corruzione è una grande battaglia che si fa all’opposizione. Poi però il giorno dopo si comincia a dire che non è tanto vero che questo è un paese corrotto”, sottolinea. “Lo ha detto qualche giorno dopo il suo insediamento il presidente del Consiglio, mentre qualcuno diceva il giorno prima che eravamo il paese più corrotto che c’è”.

E ancora: “Qua siamo a livelli che neanche Tangentopoli: ci sono già gli arresti senza che nemmeno sia stato approvato il progetto (dello stadio della Roma, ndr)”.

Per combattere la corruzione, continua Cantone, “ad oggi non è stato fatto quasi nulla”. “Molti provvedimenti sono stati promessi e molti attengono a fasi che sono del tutto preliminari, quando si fatica a pensare che ci possano essere delle tangenti”.

Quanto alla vicenda criminale propria dei Casamonica, il presidente dell’Anac ritiene ci sia un tema di prevenzione ma anche di repressione.

“La maggior parte delle case dei Casamonica non solo sono abusive, ma sono anche costruite su terreni demaniali. E non stavamo parlando di una casa nascosta a di ville faraoniche“, fa notare. “Com’è possibile che nessuno si sia accorto di quello che avveniva?”.

E allora, conclude il magistrato “la prevenzione ha un senso se mettiamo in campo un minimo di repressione che funziona, altrimenti questa impunità rappresenta l’elemento più diseducativo che c’è”.

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