Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Ultimo aggiornamento ore 08:13
Immagine autore
Lucarelli
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Di Battista
Home » News

Radio Radicale rischia di chiudere sotto i tagli del governo Lega e M5s

Immagine di copertina
Massimo Bordin, per anni direttore dell'emittente, negli studi di Radio Radicale

L'allarme del Cdr della storica radio dell'associazione politica Lista Marco Pannella, aperta dal 1976

Radio Radicale rischia di chiudere. L’allarme di Roberto Saviano segue a ruota quello del Cdr dell’emittente aperta nel 1976 e che fa della “frequenza” fondata da Marco Pannella la prima radio italiana a occuparsi esclusivamente di politica.

La Commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato un emendamento alla manovra economica che prevede sì la proroga di un anno della convenzione tra Mise e Radio Radicale per la trasmissione delle sedute del Parlamento, ma con il dimezzamento da 10 a 5 milioni del corrispettivo economico.

Il Comitato di redazione di Radio Radicale “esprime forte preoccupazione per la situazione che si verrebbe a creare se la misura fosse approvata definitivamente dal Parlamento”.

Perché Radio Radicale rischia di chiudere

Il dimezzamento del corrispettivo economico per il servizio pubblico svolto da Radio Radicale – “peraltro invariato da 11 anni” – mette a rischio i posti di lavoro di “giornalisti, personale tecnico, amministrativo e archivistico” e “compromette la possibilità di proseguire un’attività che dura da oltre quarant’anni e la cui funzione è ampiamente riconosciuta”.

Il Comitato di redazione di Radio Radicale chiede “al Governo, al Parlamento, a tutte le forze politiche” di “riconsiderare una decisione che rappresenta un grave pericolo non solo per Radio Radicale ma per l’intero sistema dell’informazione nel nostro Paese”.

Tagli all’editoria | Quali giornali rischiano di chiudere

Ma non è solo Radio Radicale a rischiare la chiusura sotto i tagli del governo di Lega e Movimento 5 stelle.

Il “taglio graduale all’editoria” prospettato da Luigi Di Maio, che per il 2019 dovrebbe essere del 25% fino ad arrivare all’azzeramento totale nel 2022, mette a rischio la sopravvivenza di diversi quotidiani.

In tre anni sparirebbero i fondi all’editoria per i seguenti quotidiani:

Avvenire – 5,9 milioni di euro
Italia Oggi – 4,8 mlioni di euro
Libero Quotidiano – 3,7 milioni di euro
Il Manifesto – 3 milioni di euro
Il Foglio – 800 mila euro

Con loro, si vedrebbero azzerati gli stanziamenti i settimanali cattolici e le testate delle minoranze linguistiche.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
News / In difesa dello “stupratore razzista Montanelli” (di Luca Telese)
News / Dillo con una poesia: oggi è la Giornata Mondiale della Poesia e questi versi vi faranno bene all’anima
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI