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I lavori per il gasdotto tra Azerbaigian e Italia entrano nel vivo

Il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda si è recato a Baku, dove proseguono i negoziati per la costruzione del condotto, appoggiata anche dall'Ue

Di TPI
Pubblicato il 23 Feb. 2017 alle 20:21
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Immagine di copertina

Sono entrati nel vivo i lavori per la costruzione del percorso italiano del Trans Adriatic Pipeline (Tap), il gasdotto trans-adriatico che, via Grecia e Albania, dovrà portare il gas dall’Azerbaigian in Italia e in Europa.

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si è recato giovedì 23 febbraio 2017 in missione a Baku, la capitale dell’Azerbaigian, per partecipare al forum economico tra l’Italia e il paese azero e proseguire nei colloqui e nei negoziati necessari allo sviluppo del progetto del Tap.

“Non ci sono problemi con la costruzione della sezione italiana del Tap”, ha dichiarato Calenda a margine dell’incontro, sottolineando che lo spostamento degli ulivi che bloccano il percorso del gasdotto inizierà lunedì.

Anche i negoziati per il rilascio delle licenze necessarie per la costruzione del gasdotto sta proseguendo.

Nel frattempo, l’Unione europea ha dato il via libera alla proposta della Commissione europea di assegnare all’Italia oltre 14 milioni di euro per effettuare uno studio di indagine archeologica in vista della costruzione del gasdotto Tap.

Nel dettaglio, i 14.018.347 euro targati Ue attribuiti alla Trans Adriatic Pipeline, dovranno essere impiegati per compiere gli scavi archeologici necessari nelle zone in cui passeranno i tubi.

Il Tap rappresenta l’opera più importante che l’Italia sta portando avanti in campo energetico e l’obiettivo è quello di rendere il paese uno snodo centrale del metano che dai bacini del Caspio sarà smistato in Europa.

La condotta della Trans Adriatic Pipeline (un tubo di 90 centimetri di diametro) giungerà sulle coste italiane in Puglia, nella località San Foca, dopo aver attraversato la Grecia per 547 km, l’Albania per 211 chilometri e il mare Adriatico per 104 chilometri. Il tratto italiano sulla terraferma sarà lungo 9 chilometri.

Oltre alla sicurezza degli approvvigionamenti grazie alla minor dipendenza dalla Russia, i vantaggi che l’Italia conta di ottenere ospitando l’approdo a terra della Trans Adriatic Pipeline sono di due tipi: un costo del metano più basso e benefici economici per la Puglia in termini di occupazione e investimenti.

Il progetto ha destato le preoccupazioni tra la popolazione locale del Salento, sfociate nel comitato No Tap. La notte di mercoledì 22 febbraio gli uffici del Tap di Melendugno, in Puglia, sono stati presi di mira da un grave atto vandalico.

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