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Roma, i ragazzi di una scuola della Garbatella hanno realizzato delle pietre d’inciampo per i migranti vittime del Mediterraneo

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 31 Gen. 2019 alle 13:46 Aggiornato il 31 Gen. 2019 alle 13:47
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Immagine di copertina

Ventiquattro pietre d’inciampo dedicate ai migranti che hanno perso la vita in mare collocate nel giardino dell’istituto. Questa la bella iniziativa degli studenti di prima media della scuola Macinghi Strozzi nel quartiere Garbatella di Roma.

I nomi delle vittime sono stati presi dai ragazzi dalla lista stilata dall’associazione olandese United for Intercultural Action che raccoglie quelli delle oltre 34 mila persone che sono morte nelle acque del Mediterraneo: Joshua, Abdullah, Osama, Latin, Mustapha e gli altri, infatti, sono solo un gruppo molto ristretto ma sono stati sufficienti per realizzare questa opera simbolica di una delle più grandi tragedie del nostro tempo.

Sempre la stessa scuola, per altro, ha di recente aderito anche allo “sciopero alla rovescia”, un’altra iniziativa partita dal liceo romano Amaldi di Tor Bella Monaca – e poi ripresa anche da altre scuole fuori dalla Capitale – che prevede l’interruzione della didattica per le prime due ore per parlare delle politiche di respingimento dei migranti portata avanti dall’esecutivo Lega-M5s.

A realizzare le pietre d’inciampo, dall’inizio alla fine, sono stati proprio i venti ragazzi della classe della professoressa Federica Novelli: i nomi delle vittime, quando conosciuti, insieme alla data della morte e il paese di origine, sono stati scritti in nero su delle pietre colorate d’oro con il pennarello.

Molte delle vittime nelle stragi del Mediterraneo, provenienti da luoghi come Afghanistan, Marocco, Russia, Iran e Ghana, erano minorenni e allora, come spiegato dalla professoressa, i ragazzi hanno attinto da quella lista scegliendo “soprattutto nomi di bambini”. “Il più piccolo ricordato nelle nostre pietre aveva un mese – ha raccontato la Novelli all’agenzia Dire – e l’idea è nata parlando con gli studenti lunedì, il giorno dopo la giornata della Memoria ed è legata alla celebrazione di questa giornata, per dare richiamo ad un genocidio dei nostri giorni, che sta accadendo nel mar Mediterraneo. Parlando con due miei alunni di religione ebraica abbiamo deciso di realizzare queste pietre, mentre le terze medie hanno piantumato come ogni anno un ulivo nel piccolo giardino dei Giusti che abbiamo nella scuola”.

“È stato l’inizio di un angolo del giardino che sarà dedicato ai migranti morti nel mar Mediterraneo – ha continuato a spiegare la professoressa della Macinghi Strozzi – di queste cose parliamo tutti i giorni e mercoledì tutta la scuola, a parte una professoressa, ha sospeso le lezioni per due ore per aderire allo sciopero”.

La Novelli ha poi raccontato che nella sua classe si presta molta attenzione al tema del confronto e del rispetto della diversità e della multiculturalità. “Nella mia classe c’è un bambino egiziano, il padre è arrivato con i barconi una decina di anni fa poi c’è una bimba bielorussa, un bimbo moldavo, uno peruviano. C’è un confronto continuo, quotidiano, anche duro. Ci sono stati scontri religiosi, perché un bambino di religione ebraica ogni tanto litiga con un bambino musulmano. È una classe che dà da fare, ma è propositiva, curiosa, e i ragazzi hanno voglia di stare tutti insieme. Sono loro che mi hanno proposto di fare un angolo del giardino dedicato al mar Mediterraneo comprando piante e alberi. Non un piccolo cimitero – ha concluso la professoressa – ma un modo per commemorare con una giornata e un luogo della scuola una battaglia che combattiamo tutti i giorni”.

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