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Trento, filmava e fotografava le bambine nei bagni e al parco giochi: arrestato 40enne

Di Marco Nepi
Pubblicato il 25 Feb. 2019 alle 11:03 Aggiornato il 25 Feb. 2019 alle 11:13
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Immagine di copertina

Era stato controllato perché si pensava nascondesse stupefacenti. Ma la perquisizione di un uomo a Trento ha portato a un’altra scoperta: il quarantenne era in possesso di una telecamera di ultima generazione che conteneva materiale pedopornografico. Gli stessi contenuti sono stati trovati nel computer e nel cellulare, sequestrati e poi trasmessi al Nucleo Investigativo dei carabinieri del capoluogo.

L’uomo, che è stato arrestato, era in possesso di più di mille video e fotografie di bambini immortalati in atteggiamenti sessuali con adulti, secondo quanto riportato da Il giornale del Trentino.

I carabinieri hanno trovato numerosi video amatoriali, realizzati dal quarantenne, che riprendevano minorenni in bagno e bambine occupate a giocare sulle altalene. E, in alcune immagini risalenti alla scorsa estate, compaiono minorenni che si immergono nelle fontane, con videoriprese mirate e zoomate sulle parti intime commentate dall’uomo con frasi oscene.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il quarantenne si appostava negli angoli poco frequentati della città e riprendeva le bambine, sfruttando le fessure delle tende delle abitazioni private al pianterreno. Oppure usciva in balcone e puntava l’obiettivo vero una fontana dove i bambini sono soliti giocare nel periodo estivo. O ancora dietro alcune siepi del parco giochi, dove si nascondeva per riprendere le bambine che giocavano sulle altalene.

Il GIP, la mattina di lunedì 18 febbraio, ha deposto l’immediata detenzione del quarantenne presso il Servizio di Psichiatria dell’Ospedale Santa Chiara per la reclusione e le cure del caso.

È stato riconosciuto il “concreto pericolo che l’indagato commetta delitti della stessa specie di quello per cui si procede” e che l’uomo è colpito da “disturbi ossessivo-compulsivi che l’indagato non riesce a controllare”, secondo quanto si legge nell’ordinanza.

Il quarantenne, che ha precedenti, rischia fino a dodici anni di reclusione, accusato dei reati di detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico e della sua relativa produzione.

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