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Ecco quanto e dove aumentano pedaggi autostradali in Italia (anche quelli di Autostrade)

L'azienda ha ottenuto dal ministero dei Trasporti l'0,81 per cento di aumento a fronte dello 0,86 domandato

Di Anna Ditta
Pubblicato il 23 Dic. 2018 alle 13:41
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Immagine di copertina

Anche nel 2019 ci saranno rincari per i pedaggi autostradali, inclusi quelli a beneficio di Autostrade per l’Italia (Aspi). L’azienda è stata coinvolta nell’indagine sul crollo del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto a Genova. A riportare la notizia è Il Fatto quotidiano, che ha visionato la relazione trasmessa da poco dal ministero dei Trasporti al Tesoro per gli “Adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradali per l’anno 2019”.

La relazione è firmata dal dirigente Felice Morisco, perché il responsabile della direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali, Vincenzo Cinelli, è indagato a Genova.

“Anche dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, Autostrade per l’Italia avrà il suo aumento annuale delle tariffe. Più basso di quello ottenuto per il 2018 (1,51 per cento), ma comunque quasi pari alle richieste avanzate al ministero dei Trasporti: 0,81 per cento a fronte dello 0,86 domandato”, scrive Stefano Feltri sul Fatto di oggi, domenica 23 dicembre.

Il dossier è accompagnato dalla lettera di Guido Improta, segretario generale dell’Autorità di regolazione dei trasporti, il quale precisa al ministero dei Trasporti che i nuovi poteri di sorveglianza previsti dal decreto Genova si applicano solo agli “aggiornamenti” o “revisioni” dei rapporti concessori in essere. “Non agli aumenti annuali semi-automatici che le concessionarie chiedono entro il 15 ottobre, il ministero dei Trasporti valuta e, se convinto, propone al ministero del Tesoro”, precisa Feltri.

Il criterio con cui si applicano gli aumenti dei pedaggi autostradali è complesso e basato su regole stratificate nel tempo. Il ministero delle Infrastrutture prende in considerazione tre parametri: un “indicatore di qualità”, la spesa per investimenti realizzata l’anno precedente, ponderata in modi diversi a seconda del regime tariffario e infine l’inflazione programmata (1,20 per cento) e quella rilevata dall’Istat (0,90).

“Sat, la Società Autostrada Tirrenica, controllata da Aspi, ha chiesto aumenti in una forchetta tra 36,4 e 27,3 per cento
ma ha ottenuto solo l’1,17”, riporta l’articolo.

“La Tangenziale di Napoli, sempre di Aspi, chiede l’1,21 e ottiene addirittura di più: 1,82. Rav, cioè Raccordo Autostradale Valle d’Aosta Spa, sempre controllata da Aspi, come spesso accade, si aggiudica un discreto primato di rincaro: chiede 6,32 e ottiene 6,32 per cento, dopo l’aumento gigantesco del 52,7 per cento nello scorso anno”.

Maxi rialzo anche per la Strada dei Parchi, che chiede un aumento dei pedaggi del 6,94 per cento e ottiene dal ministero il 5,59.

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