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Parla la ragazza stuprata in Circumvesuviana: “Lasciatemi in pace, voglio andarmene da qui”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 23 Mar. 2019 alle 18:34
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Immagine di copertina

“So solo io quello che mi è successo, ora devo recuperare la mia tranquillità. Se serve andrò via da Portici”. Sono queste le parole della ragazza 24enne che ha subìto uno stupro lo scorso 5 marzo nell’ascensore della Circumvesuviana, a San Giorgio a Cremano.

Uno dei tre ragazzi arrestati per la violenza sessuale nella stazione è stato rilasciato e ora è a piede libero. La ragazza è stata sentita per cinque ore dagli psicologi del Centro Antiviolenza di Napoli, mentre suo padre ha dichiarato: “Se avessi saputo della liberazione di uno degli aggressori avrei detto a mia figlia di non denunciare”.

> Stupro in Circumvesuviana: rilasciato uno dei tre aggressori

“Voglio essere lasciata in pace, devo recuperare la mia tranquillità. Se sarà necessario, andrò via da qui”, ha detto agli psicologi. Durante il colloquio la giovane donna ha ricostruito ancora una volta quel momento di terrore “difficile da far sparire dalla memoria”.

Sul contenuto dell’incontro psicologico c’è la massima riservatezza, il resoconto verrà trasmesso lunedì 25 marzo in Procura.

Seguiranno altre visite mediche e, forse, l’allontanamento dalla città in cui fino ad oggi ha vissuto. La vergogna per la violenza subìta, la frustrazione e anche la paura per uno dei suoi aggressori in libertà sono tutti fattori che hanno portato a questa ipotesi.

Il 9 marzo i tre ragazzi accusati di stupro erano stati fermati e interrogati dal magistrato e avevano fornito tutti la stessa versione dei fatti, affermando che si sia trattato di rapporti sessuali consenzienti e non estorti con la violenza.

Nelle ultime ore è emerso un dettaglio importante. Quel giorno la ragazza era lì per fumare una sigaretta, ma non aveva intenzione di entrare nell’ascensore, “non li prende mai, ne ha paura”, si legge nei verbali delle testimonianze.

> Stupro in Circumvesuviana, il padre della ragazza: “Oggi direi a mia figlia di non denunciare la violenza”

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