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Il Parlamento vuole davvero fermare FlixBus?

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Un emendamento contenuto nella “manovrina” di correzione della legge di Bilancio 2017 sembra segnare l'uscita di scena del gigante low cost dal mercato italiano

Sabato 27 maggio la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento all’interno della “manovrina” di correzione della legge di Bilancio 2017 che sembra segnare la definitiva uscita di scena del gigante low cost del trasporto su gomma, FlixBus, dal mercato italiano.

L’emendamento che porta la firma della deputata del Partito Democratico, Liliana Ventricelli, prevede che solo i raggruppamenti di impresa in cui la capogruppo abbia il trasporto come attività principale siano autorizzati a operare nell’ambito dei servizi di linea interregionali. Flixbus invece è una piattaforma che si appoggia a compagnie locali per il trasporto di passeggeri.

Inoltre l’emendamento stabilisce che le uniche società che possono ottenere la licenza per il trasporto sulle strade italiane sono quelle che possiedono autobus.

FlixBus invece opera attraverso piccole compagnie locali e non ha autobus di proprietà. L’azienda ha tempo fino al prossimo ottobre per adeguarsi, se non lo farà, e se il testo uscito dalla commissione Bilancio otterrà la fiducia del parlamento, FlixBus sarà costretta a chiudere.

Il 31 maggio la Camera dei deputati dovrà esprimere il proprio voto sul nuovo testo emendato della manovrina, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.

Flixbus Italia opera con un modello di business basato sull’associazione temporanea d’impresa appoggiandosi a compagnie di autobus locali, ed essendo quindi proprietaria solo della piattaforma web e non degli autobus che trasportano i passeggeri, è automaticamente esclusa dai giochi.

L’unica possibilità per continuare a operare in Italia sarà quella di cambiare radicalmente il proprio modello di business.

Il 31 maggio il segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato sul tema, dichiarando che “non vuole far chiudere FlixBus”. “La mia posizione, al di là di emendamenti parlamentari su cui non sono d’accordo, è di pieno sostegno per chi viene in Italia per portare elementi di concorrenza”.

“Pieno sostegno per chi viene in Italia per portare elementi di concorrenza. A FilxBus bisogna rispondere facendogli concorrenza, non mettendogli dei vincoli”, ha aggiunto il segretario del Pd.

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