Perché la nomina di Savona alla Consob potrebbe essere incompatibile e a rischio conflitto di interessi

Di Laura Melissari
Pubblicato il 5 Feb. 2019 alle 13:24 Aggiornato il 5 Feb. 2019 alle 16:08
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Immagine di copertina

Il ministro degli Affari europei Paolo Savona sarà il nuovo presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa. Lo stesso Savona che a maggio 2018 ha tenuto col fiato sospeso l’Italia, in piena formazione del governo. Giuseppe Conte lo voleva come ministro dell’Economia, ma Mattarella pose un pesante veto, che gli costò l’accusa – a parole – di impeachment da parte del Movimento 5 stelle. Oggi il suo nome torna a far discutere, dopo la nomina al vertice della Consob.

Secondo l’opposizione Savona non potrebbe avere l’incarico: “Per ragioni d’età, perché è membro di un governo e perché fino a qualche mese fa ha lavorato per uno dei fondi finanziari vigilati dalla Consob (il fondo Euklid). Ma in questi mesi avete visto che Lega e M5s, per gli amici, sono pronti a tutto”, ha detto il deputato del Partito Democratico e vice presidente della Camera Ettore Rosato.

Paolo Savona, che ha 82 anni, si è dimesso dal fondo Euklid poche ore prima della formazione del governo giallo-verde. Il fondo di investimento Euklid, con base a Londra, è “il primo fondo hedge a coniugare blockchain e intelligenza artificiale, autorizzato dalla Financial service authority (la Consob londinese)”, come scrive il quotidiano economico Il Sole 24 ore. Euklid è soggetto vigilato da Consob.

Il figlio del ministro, Pierfrancesco Savona, è attualmente parte del board di Euklid, nel ruolo di brand director.

Secondo il Partito democratico non sono passati i due anni necessari per consentire a chi ha svolto attività professionali retribuite da un soggetto vigilato di assumere la guida della Consob. “Savona infatti fino a maggio 2018 è stato presidente del fondo Euklid e per effetto della legge 39 del 2013 è incompatibile”, spiegano i dem.

La legge in questione dà disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

Il Pd chiama in causa la legge Madia prevede che chi è in “quiescenza” non può ricoprire incarichi “dirigenziali o direttivi”, se non a titolo gratuito e comunque per un solo anno. L’incarico Consob dura 7 anni. Secondo fonti della maggioranza, però, il caso non dovrebbe essere applicato alla Consob che non è un organismo statale, ma una Authority indipendente.

Un’altra causa di incompatibilità si può ritrovare infine nella legge Frattini del 2004, che sancisce l’incompatibilità di “membri di governo con altri incarichi in enti di diritto pubblico”, per un anno dal termine dell’incarico di governo per evitare potenziali conflitti di interesse.

Dopo l’inizio di carriera in Banca d’Italia, Savona è stato direttore generale di Confindustria e ha ricoperto vari incarichi istituzionali.

È stato anche ministro dell’Industria e al riordino delle partecipazioni statali nel governo Ciampi.

Ha insegnato Politica economica ed è vicepresidente dell’Aspen Institute Italia.

Savona ha affiancato Guido Carli quando da ministro del Tesoro firmò per l’Italia il trattato di Maastricht, e sin dal 1992 si è espresso in modo molto critico rispetto ai parametri stabiliti dal trattato, che sono secondo lui troppo rigidi e privi di base scientifica.

Cos’è la Consob

La Consob è la Commissione nazionale per le società e la Borsa, un’autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia che ha lo scopo di tutelare gli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano.

La Consob vigila sulle società di gestione dei mercati regolamentati, sulla trasparenza e l’ordinato svolgimento delle negoziazioni, sulla trasparenza e la correttezza dei comportamenti dei soggetti che operano sui mercati finanziari. Regolamenta inoltre la prestazione dei servizi e delle attività di investimento da parte degli intermediari, gli obblighi informativi delle società quotate nei mercati regolamentati e le operazioni di appello al pubblico risparmio.

La Commissione autorizza i prospetti relativi alle offerte pubbliche di vendita e i documenti d’offerta concernenti offerte pubbliche di acquisto, l’esercizio dei mercati regolamentati nonchè le iscrizioni agli Albi delle imprese di investimento e controlla dati e notizie fornite al mercato dagli emittenti quotati e dai soggetti che fanno appello al pubblico risparmio con l’obiettivo di assicurare un’adeguata e trasparente informativa.

Si occupa inoltre di sanzionare le condotte illecite Comunica con gli operatori e il pubblico degli investitori per un più efficace svolgimento dei suoi compiti e per lo sviluppo della cultura finanziaria dei risparmiatori.

Infine collabora con le altre autorità nazionali e con gli organismi internazionali preposti all’organizzazione e al funzionamento dei mercati finanziari.

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