Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 13:55
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » News

Kissinger rivela – Oriana Fallaci

Immagine di copertina

Il 16 novembre del 1972 l'Europeo pubblicò una lunga intervista di Oriana Fallaci a Henry Kissinger

Quest’uomo troppo
famoso, troppo importante, troppo fortunato, che chiamano Superman, Superstar,
Superkraut, e imbastisce alleanze paradossali, raggiunge accordi impossibili,
tiene il mondo col fiato sospeso come se il mondo fosse la sua scolaresca di
Harvard.

Questo personaggio incredibile, inspiegabile, in fondo assurdo, che
s’incontra con Mao Tse-tung quando vuole, entra nel Cremlino quando ne ha
voglia,  sveglia il presidente degli
Stati Uniti e gli entra in camera quando lo ritiene opportuno.

(Nella foto qui sotto: l’ex premier cinese Zhou Enlai e Henry Kissinger a Pechino nel 1971 in uno degli incontri che portò al riavvicinamento tra la Cina e gli Stati Uniti per la prima volta dopo quasi mezzo secolo. Credit: Henry Kissinger Archives/Library of Congress) 


Questo
quarantottenne con gli occhiali a stanghetta, dinanzi al quale James Bond
diventa un’invenzione priva di pepe. Lui non spara, non fa a pugni, non salta
da automobili in corsa come James Bond, però consiglia le guerre, finisce le guerre,
decide del nostro destino e lo cambia.

Ma chi è insomma, Henry Kissinger? Qual
è il suo vero aspetto, il suo vero carattere, la sua vera personalità? Cosa
pensa, cosa sente, ora che tutti si chiedono ansiosi: “Allora, la pace in
Vietnam, la fa o non la fa? Allora, l’accordo con Hanoi, lo firma o non lo
firma? Allora, il presidente Thieu, lo abbandona o non lo abbandona?”.

Neanche
lui fosse Nixon e Pham Van Dong Hanoi e Saigon e Washington e Mosca e Pechino
insieme.

(Nella foto qui sotto: Henry Kissinger insieme all’ex presidente della Repubblica italiana Giovanni Leone e all’ex primo ministro Aldo Moro)


Su di lui si
scrivono libri come sulle grandi figure digerite ormai dalla storia. Libri sul
tipo di quello che illustra la sua formazione politico-culturale, Kissinger e gli usi del potere, dovuto
all’ammirazione di un collega di università; libri sul tipo di quello che canta
le sue doti di seduttore, Caro Henry, dovuto
all’amore non corrisposto di una giornalista francese.

Col suo collega di università
non ha mai voluto parlare. Con la giornalista francese non è mai voluto andare
a letto. A entrambi allude con una smorfia di sdegno ed entrambi li liquida con
un gesto sprezzante della mano cicciuta: “Non capisce nulla”, “Non è vero nulla”.

(Nella foto qui sotto: Henry Kissinger insieme a Giulio Andreotti) 


La sua biografia è oggetto di ricerche che rasentano il culto. Chiunque sa che è
nato a Furth, in Germania, nel 1923: figlio di Luis Kissinger, insegnante in
una scuola media, e di Paula Kissinger, massaia.

Sa che la sua famiglia è
ebrea, che quattordici dei suoi parenti morirono nei campi di concentramento,
che insieme al padre e alla madre e al fratello Walter fuggì nel 1938 a Londra
e poi a New York. A quel tempo aveva quindici anni e si chiamava Heinz, mica
Henry, e non sapeva una parola d’inglese. Ma lo imparò molto presto.

Questa è l’introduzione di un articolo di Oriana Fallaci, intitolato “Kissinger rivela” con il sottotitolo “Perché non abbiamo ancora firmato l’accordo sul Vietnam”, pubblicato su l’Europeo, XXVIII, 46 (1405), il 16 novembre 1972, pagine 36-43.

Oriana Fallaci (Firenze, 1929-2006). Cronista del Mattino dell’Italia centrale e dal 1951, redattrice di Epoca, nel 1954 fu assunta come inviata all’Europeo. Corrispondente di guerra in Vietnam dal 1967, vi tornò a più riprese sino alla caduta di Saigon (1975); ferita a Città del Messico nella strage di Piazza delle Tre Culture (2 ottobre 1968), negli anni Settanta pubblicò sull’Europeo e sul Corriere della Sera una serie di interviste ai grandi protagonista della politica mondiale poi raccolte in Intervista con la storia (1974).

Scrittrice (Lettera a un bambino mai nato, 1975; Un uomo, 1979; Inschiallah, 1990), inviata speciale del quotidiano milanese durante la Guerra del Golfo, tornò a collaborarvi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 con l’importante e controverso articolo La Rabbia e l’Orgoglio, poi ripreso in volume. Autrice di La Forza della Ragione e Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci (entrambi nel 2004), ha lasciato inedito il romanzo Un cappello pieno di ciliegie, uscito presso Rizzoli nel 2008.

Ti potrebbe interessare
News / Un servizio per chi è solo a Natale: dal 24 al 26 dicembre chiama Telefono Amico
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Ti potrebbe interessare
News / Un servizio per chi è solo a Natale: dal 24 al 26 dicembre chiama Telefono Amico
Esteri / Bernie Madoff e lo schema Ponzi: muore a 82 anni il più grande truffatore della storia americana
News / L’italiana Alessandra Galloni sarà la prima donna a dirigere l’agenzia Reuters in 170 anni di storia
Economia / I giovani lanciano gli Stati Generazionali: “Diamo voce a chi voce non ha”
News / In difesa dello “stupratore razzista Montanelli” (di Luca Telese)
News / Dillo con una poesia: oggi è la Giornata Mondiale della Poesia e questi versi vi faranno bene all’anima
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI
News / Notizie di oggi: l'agenda quotidiana di TPI