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Omicidio Sara Di Pietrantonio: la Cassazione annulla il processo e chiede di valutare l’ergastolo per il fidanzato

Di Laura Melissari
Pubblicato il 12 Apr. 2019 alle 20:42 Aggiornato il 12 Apr. 2019 alle 20:50
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Immagine di copertina

La Cassazione si è pronunciata sul delitto di Sara Di Pietrantonio: annullare il processo di appello. L’allora fidanzato della giovane, condannato a 30 anni, rischia ora l’ergastolo. L’uomo, Vincenzo Paduano, era stato ritenuto colpevole di aver strangolato e bruciato la 22enne romana nel 2016.

La Suprema Corte ha così accolto il ricorso della procura generale e ha rinviato alla Corte d’Assise d’Appello il caso.

Sara Di Pietrantonio era stata strangolata e poi data alle fiamme il 29 maggio 2016 in via della Magliana, a Roma.

Vincenzo Paduano era stato condannato all’ergastolo in primo grado. Poi in Appello la pena era stata ridotta a 30 anni di reclusione, ritenendo il reato di stalking assorbito in quello di omicidio.

Il procuratore generale Tucci aveva chiesto alla Corte di Cassazione di “dichiarare l’autonomia sussistenza del reato di stalking”, e non includerlo in quello di omicidio. La Corte ha quindi accolto tale ricorso, chiedendo un processo di Appello bis.

La difesa di Paduano aveva chiesto attenuanti generiche, per via delle “scuse” che l’uomo aveva rivolto ai familiari di Sara Di Pietrantonio. Il procuratore generale ha osservato che “si tratta innanzitutto di scuse tardive, è facile chiedere perdono dopo essere stati condannati all’ergastolo, e non si tratta solo di tardività o di facilità, ma anche di inconcretezza”.

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