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Picchia la cugina disabile a la obbliga a prostituirsi per droga e denaro: arrestato

I terribili fatti si sono svolti ad Augusta, in provincia di Siracusa

Di Redazione TPI
Pubblicato il 19 Dic. 2018 alle 12:35 Aggiornato il 24 Dic. 2018 alle 11:58
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Immagine di copertina

Ad Augusta, in provincia di Siracusa, un uomo di 42 anni è stato arrestato con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e maltrattamenti.

L’uomo, secondo gli inquirenti, avrebbe costretto la cugina disabile a prostituirsi per circa tre anni, dal 2015 al settembre del 2018.

La ragazza ha un ritardo di natura psichica, ma il cugino l’avrebbe obbligata a consumare prestazioni sessuali con persone del posto facendosi pagare non solo in denaro, ma spesso anche con dosi di droga.

Non solo, ma l’aguzzino avrebbe anche picchiato la cugina nelle occasioni in cui quest’ultima aveva provato a ribellarsi.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del tribunale di Siracusa, mentre le indagini sono coordinate dal procuratore Fabio Scavone.

A far scattare l’inchiesta è stata la segnalazione di una persona che era venuta a conoscenza delle violenze inflitte alla ragazza.

Quest’ultima ha anche un figlio che, secondo la procura, veniva chiuso dentro la sua stanza quando la madre riceveva i clienti con cui era costretta ad avere rapporti sessuali.

Nel rapporto che ha portato all’arresto del 42enne si legge che avrebbe favorito “la prostituzione della cugina convivente, nonostante la condizione di inferiorità psichica e di indigenza della donna, con soggetti terzi. Il tutto dietro il corrispettivo di denaro e talvolta anche di sostanze stupefacenti, che in entrambi i casi venivano sempre percepiti direttamente dall’uomo”.

“La complessa ed articolata attività svolta dai Carabinieri della Stazione di Augusta – prosegue il rapporto – ha consentito di ricostruire in modo dettagliato i fatti accaduti dimostrando la colpevolezza dell’uomo e consentendo al Gip del Tribunale di Siracusa, a seguito della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, di emettere una misura di ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo responsabile dei fatti sopra citati”.

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