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Dipendenti pubblici, così funzioneranno i nuovi controlli della Guardia di Finanza sui “furbetti del cartellino”

Di Redazione TPI
Pubblicato il 28 Gen. 2019 alle 15:58 Aggiornato il 28 Gen. 2019 alle 16:06
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Come annunciato dal ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, ecco i nuovi controlli che la Guardia di Finanza metterà in atto contro i cosiddetti “furbetti del cartellino” e contro quei dipendenti pubblici che “sfruttano in modo assolutamente improprio la legge 104”.

Le aree di intervento che vedranno in azione i finanzieri sono delineate in un documento di 14 pagine del Comando Generale delle Fiamme Gialle trasmesso ai Comandi regionali e a quello delle Unità Speciali.

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Due gli ambiti di applicazione: quello per l’effettiva “presenza in servizio dei dipendenti pubblici” e quello per valutare le “condizioni che legittimano il beneficio di permessi per l’assistenza di familiari anche con disabilità”.

Come funzioneranno i nuovi controlli

Gli accertamenti saranno esercitati anche “in materia di incompatibilità e cumulo di incarichi nel pubblico impiego” e riguarderanno “l’osservanza delle disposizioni vigenti sul controllo dei costi e sui controlli di regolarità amministrativa volta in particolare a garantire l’efficacia dei servizi resi ai cittadini e alle imprese”.

Le verifiche saranno svolte in collaborazione con l’Ispettorato per la Funzione Pubblica che si vedrà attribuiti “compiti di vigilanza sul buon andamento della Pubblica Amministrazione”.

Il contrasto all’illegalità nella Pubblica amministrazione, è scritto nella direttiva, “costituisce per la Guardia di Finanza un obiettivo prioritario che s’inquadra nella più ampia missione istituzionale di vigilanza in materia di spesa pubblica”.

Come e quando scatteranno i nuovi controlli

Secondo quanto emerge dal documento di 14 pagine i controlli scatteranno “al concretizzarsi di specifiche condizioni rappresentate dall’emergere di esigenza di tutela dell’integrità dei bilanci pubblici a fronte dell’acquisizione e della disponibilità di dati, notizie, risultanze su possibili forme di illecito in danno dei medesimi”.

Nel dettaglio, la Guardia di Finanza parla di elementi, “che devono essere connotati da una certa consistenza” anche “non tale da configurare nell’immediato una ipotesi di rilievo penale” e che possono derivare “dallo svolgimento, a opera dei Reparti, di autonome attività di intelligence, di controllo del territorio o di analisti ottenute dall’incrocio di elementi tratti dalle banche dati a disposizione”.

E ancora: “Da comunicazioni ricevute da Enti esterni, Organi ispettivi o di vigilanza, altri soggetti istituzionali o privati; da Segnalazioni Operative Qualificate provenienti dal Nucleo Speciale Anticorruzione; da riscontri acquisiti a seguito dell’esecuzione di servizi in altri settori della missione istituzionale; e da risultanze comunque in possesso del Reparto”.

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