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Cosa è successo il 7 luglio nel mondo

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Le notizie senza giri di parole su The Post Internazionale

Grecia: i leader dell’eurogruppo, che si sono incontrati il pomeriggio del 7 luglio a Bruxelles, hanno detto che la Grecia non ha presentato alcuna proposta concreta per un nuovo piano di salvataggio.

Jeroen Dijsselbloem, ministro delle Finanze olandese a capo dell’eurogruppo, ha detto che l’8 luglio il nuovo ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos dovrebbe chiedere formalmente il supporto del Fondo salvastati permanente dell’eurozona (Esm), che fu creato nel 2012 per aiutare i Paesi dell’eurozona in difficoltà. Tsakalotos inoltre dovrebbe presentare nuove proposte da parte della Grecia per trovare un accordo con l’eurogruppo.

Nel frattempo, alle ore 19.00 del 7 luglio, è iniziato l’eurosummit, ovvero l’incontro dei capi di Stato e di governo dell’eurozona, in cui verrà discussa la situazione in Grecia. L’8 luglio il premier greco Alexis Tsipras inoltre interverrà al parlamento europeo, a Strasburgo.

Organizzazione mondiale della sanità (Oms): secondo un rapporto indipendente commissionato dalla stessa organizzazione, l’Oms non ha la capacità di gestire le emergenze sanitarie a livello internazionale. Il rapporto sottolinea che l’Oms ha reagito all’emergenza ebola in maniera troppo lenta e chiede una radicale riforma dell’organizzazione. Finora il virus dell’ebola avrebbe ucciso oltre 11mila persone nell’Africa occidentale. Il virus iniziò a diffondersi nel dicembre del 2013, ma l’Oms aspettò l’agosto del 2014 per lanciare l’allarme.

Nigeria: almeno 25 persone sono morte in seguito all’esplosione di una bomba nella città di Zaria, nello stato di Kaduna, nel nord della Nigeria. Altre 32 sarebbero rimaste ferite. L’esplosione è avvenuta alle 9 del mattino del 7 luglio, mentre gli insegnanti di una scuola elementare e altri funzionari pubblici si trovavano in fila di fronte a un ufficio del governo, per fare domanda per un lavoro nell’amministrazione pubblica. Il gruppo estremista Boko Haram non ha rivendicato l’attacco, ma negli ultimi mesi ha intensificato gli attentati nel centro e nel nordest della Nigeria.

Mali: le forze speciali dell’esercito francese hanno ucciso un militante islamista nel Paese che era stato liberato in cambio del rilascio di un ostaggio francese, Serge Lazarevic. Nel 2011 Lazaveric si trovava in Mali per un viaggio d’affari ed era stato catturato da un gruppo armato legato ad al-Qaeda. Fu liberato nel dicembre del 2014. Il militante si chiamava Ali Ag Wadossene ed era membro del gruppo estremista al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqim). Secondo quanto ha riferito l’esercito francese, è stato ucciso nella città di Kadal, nel nord del Paese. Altri due militanti sono stati catturati nel corso dell’operazione.

Burundi: alle elezioni legislative e amministrative dello scorso 29 giugno, ha vinto il partito dell’attuale presidente Pierre Nkurunziza, a cui sono andati 77 dei 100 seggi dell’assemblea nazionale. La coalizione dei partiti dell’opposizione, che ha boicottato il voto e accusato il partito al governo di frodi elettorali, ha conquistato 21 seggi. Il 15 luglio nel Paese si terranno le elezioni presidenziali. Lo scorso mese in Burundi ci sono state violente proteste e scontri, in seguito alla decisione dell’attuale presidente di candidarsi per la terza volta consecutiva.

Yemen: nelle ultime due settimane in Yemen sono morti almeno 92 civili, in seguito agli scontri tra i ribelli sciiti houthi e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Nella giornata del 6 luglio solamente, sono state uccise 100 persone.

La portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Cecile Pouillu, ha detto che tra il 17 giugno e il 3 luglio sarebbero state uccise 92 persone, tra cui 18 donne e 18 bambini.

Iran: le trattative sul nucleare iraniano, in corso a Vienna, che si sarebbero dovute concludere l’8 luglio, sono state estese sino al 10 luglio.

Turchia: l’esercito turco ha arrestato 768 persone che cercavano di varcare il confine dalla Siria, tra cui tre sospetti militanti dell’Isis, in seguito al rafforzamento delle misure di sicurezza alla frontiera turco-siriana.

Pakistan: una delegazione del governo afghano ha avviato trattative con tre rappresentanti dei taliban. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa afghana Pajwok, i colloqui si terranno l’8 luglio a Murree, alla periferia di Islamabad, in Pakistan.

The Post Internazionale (@thepostint)  

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