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Cosa è successo il 13 luglio nel mondo

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Le notizie senza giri di parole su TPI

Grecia: la mattina del 13 luglio è stato raggiunto un accordo tra i leader dell’eurozona e il premier greco Alexis Tsipras. In cambio di un nuovo piano di aiuti pari a 82 miliardi di euro per i prossimi tre anni, il governo greco ha accettato di approvare entro mercoledì 15 luglio drastiche misure di austerity, tra cui tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, riforma delle pensioni e del lavoro.

Tsipras dovrà ora superare l’opposizione dei membri più radicali del suo stesso partito, Syriza, che potrebbero votare contro le proposte e provocare una crisi governativa. Il piano accettato da Tsipras ha deluso anche molti dei suoi elettori, che il 5 luglio attraverso un referendum avevano rifiutato di sottostare alle proposte dei creditori internazionali. Leggi anche: la crisi in Grecia, senza giri di parole

– Nigeria: Il presidente della Nigeria Muhammadu Buhari ha ordinato le dimissioni dei capi dell’esercito, della marina militare e dell’aeronautica e ha nominato i loro sostituti. Buhari aveva spesso criticato le forze armate del Paese per non aver fatto abbastanza per combattere e fermare il gruppo estremista di Boko Haram.

Da quando ha lanciato la sua offensiva nel nordest del Paese, nel 2009, Boko Haram ha causato la morte di oltre 10mila persone.Nelle ultime settimane il gruppo estremista ha intensificato i suoi attacchi, provocando più di 250 vittime.

– Iraq: un nuovo rapporto delle Nazioni Unite ha confermato che i civili sono le principali vittime del conflitto in Iraq. Dal dicembre del 2014 all’aprile del 2015, in Iraq, sono morti 3.345 civili e almeno 7.423 persone sono rimaste ferite. La maggior parte delle vittime si è registrata nella provincia di Baghdad.

Secondo il report, l’Isis è il principale responsabile degli attacchi contro i civili, ma le Nazioni Unite stanno investigando anche gli abusi commessi dall’esercito iracheno e da gruppi armati affiliati. Numerosi civili hanno infatti perso la vita in seguito a raid aerei condotti dalle forze governative, che hanno lanciato attacchi anche in aree residenziali e non solo contro obbiettivi militari.

– Siria: almeno 35 persone – tra cui un bambino – sono state uccise in un raid aereo condotto dalle forze armate governative, fedeli al presidente Bashar al-Assad, secondo quanto hanno riferito alcuni attivisti ad Al JazeeraAltre 50 persone sono rimaste ferite. L’attacco è avvenuto nella citta di Al-bab, nella periferia di Aleppo, nel nord del Paese, in un’area sotto il controllo dell‘Isis. Secondo gli attivisti, il governo siriano avrebbe lanciato otto bombe  barile su una zona residenziale.

– Iran: secondo quanto riporta l’agenzia giornalistica Bloomberg, l’annuncio sull’accordo sul nucleare iraniano non sarà comunicato entro la giornata di oggi, come era stato inizialmente previsto. 

Ungheria: sono iniziati i lavori per la costruzione di un muro al confine tra Ungheria e Serbia, per non fare entrare i migranti nel Paese. Il governo ha dichiarato che l’esercito sta preparando i primi 150 metri del muro, alla periferia della città di Morahalom, nel sud del Paese.

Stati Uniti: Scott Walker, il governatore repubblicano dello stato federale del Wisconsin, ha formalmente annunciato la sua candidatura alle primarie per le elezioni presidenziali che si terranno nel 2016.

The Post Internazionale (@thepostint)

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