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Le notizie senza giri di parole su The Post Internazionale

Di TPI
Pubblicato il 14 Mag. 2015 alle 20:04
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Afghanistan: i taliban hanno attaccato un albergo di Kabul frequentato soprattutto da stranieri uccidendo 14 persone. Tra le vittime anche un italiano: si tratterebbe del 48enne Sandro Abati, esperto di diritto internazionale che si trovava in Afghanistan come consulente di un’agenzia di investimenti.

Siria: l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha lanciato l’allarme riguardo l’avvicinamento dell’Isis alla città di Tadmur, dove si trova Palmyra, patrimonio Unesco e sito archeologico tra i più importanti della Siria.

Burundi: proseguono gli scontri nella capitale Bujumbura tra i soldati fedeli al presidente deposto Pierre Nkurunziza e quelli fedeli a Godefroid Niyombane, proclamatosi capo dello stato in seguito a un tentativo di colpo di stato. Al centro degli scontri ci sarebbero il controllo della radio e della televisione di stato.

Thailandia: 10 persone sono morte in seguito al respingimento di un’imbarcazione carica di migranti provenienti dalla Birmania a largo delle isole Andamane.

Giappone: il governo ha presentato due disegni di legge per permettere all’esercito di compiere interventi militari all’estero. Al momento, la costituzione giapponese prevede per l’esercito solo compiti difensivi.

Filippine: è salito a 72 il numero di morti nell’incendio avvenuto ieri in una fabbrica di scarpe a Manila.

Israele: Benjamin Netanyahu ha formato il suo nuovo governo e oggi stesso giurerà di fronte al parlamento, al quale chiederà la fiducia.

Yemen: nonostante la tregua umanitaria in vigore, in diverse zone del Paese proseguono gli scontri tra l’esercito e i ribelli houthi. L’Arabia Saudita ha accusato questi ultimi di essere i responsabili della violazione della tregua. 

Iran: cinque imbarcazioni della marina militare iraniana hanno cercato di intercettare un cargo di Singapore nel Golfo Persico in acque internazionali.

Stati Uniti: la camera dei Rappresentanti ha approvato il Freedom Act, una legge che ha l’obbiettivo di fermare la raccolta sistematica dei dati telefonici da parte dell’Nsa, l’agenzia per la sicurezza nazionale statunitense.

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