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Pd, il nuovo segretario Zingaretti “indagato per finanziamento illecito ai partiti”

Di Marco Nepi
Pubblicato il 19 Mar. 2019 alle 19:24 Aggiornato il 20 Mar. 2019 alle 12:38
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Immagine di copertina

Nicola Zingaretti indagato per finanziamento illecito ai partiti. È quanto emerge da un’inchiesta de L’Espresso secondo la quale a far finire il neo segretario del Partito democratico nel registro degli indagati sarebbero state le dichiarazioni di Piero Amara e Giuseppe Calafiore, due avvocati siciliani che “da mesi stanno facendo tremare magistrati, politici e giudici del Consiglio di Stato”.

I due sono stati arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari. Solo un mese fa hanno patteggiato una condanna a 3 anni. Ma dai loro interrogatori è scaturito un filone di inchiesta che vedrebbe coinvolto Nicola Zingaretti.

L’inchiesta a carico del presidente della Regione Lazio è portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Fava.

Il governatore, scrive L’Espresso, “è stato citato dal socio di Amara in un interrogatorio dello scorso luglio, in merito ad alcune domande dei pm su Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone che, diventato imprenditore, era in affari con lo stesso Amara e in buoni rapporti con il presidente della Regione Lazio”.

Centofanti, definito da Calafiore un “lobbista che a Roma è dotato di un circuito relazionale di estrema importanza”, avrebbe messo a verbale che l’imprenditore “era sicuro di non essere arrestato per aver favorito l’attività politica di Zingaretti”.

Nessuna prova, però, di possibili “erogazioni” da parte di Centofanti verso Nicola Zingaretti.

Ma per il Movimento 5 stelle tanto basta per partire all’attacco, con tanto di nota ufficiale: “Nemmeno pochi giorni da segretario del Partito democratico e già viene indagato per finanziamento illecito, secondo l’Espresso. Un bel battesimo che non sorprende, visto che era già stato indagato per Mafia Capitale. Perdi il pelo ma non il vizio: bentornato Pd, ci eri mancato”.

Immediata la replica del governatore del Lazio e neo presidente del Pd: “In merito all’articolo dell’Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi de relato e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale”.

“Mai nella mia vita”, ha dichiarato Zingaretti, “ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità”.

Quanto al Movimento 5 stelle “e alle loro scomposte dichiarazioni: comprendo la loro disperazione per il disastro politico che stanno combinando, per essere da mesi succubi del loro alleato di governo, per essere in caduta libera nel gradimento dei cittadini e per le batoste elettorali avute in Abruzzo e Sardegna. Ma se pensano di aggrapparsi alle fantasie di qualcuno sbagliano di grosso. Non mi faccio intimidire da chi utilizza queste bassezze. Se ne facciano una ragione”, conclude Zingaretti.

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