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Home » News

Aggressione al giornalista di Nemo: confermati 6 anni a Roberto Spada

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Il collegio ha mantenuto invariate le accuse di violenza privata e lesioni personali aggravate dal metodo mafioso

La prima sezione penale della corte d’appello di Roma ha confermato la condanna a 6 anni di carcere per Roberto Spada, accusato di aggressione ai danni della troupe del programma “Nemo”.

Il collegio, presieduto da Bruno Scicchitano, ha mantenuto invariate le accuse di violenza privata e lesioni personali aggravate dal metodo mafioso.

Roberto Spada era stato condannato il 18 giugno 2018 dai giudici della IX sezione penale ed era stata anche riconosciuta l’aggravante mafiosa.

In quell’occasione,  il pm Giovanni Musarò aveva chiesto 8 anni e 9 mesi  per l’aggressione al giornalista della trasmissione “Nemo – Nessuno escluso” Daniele Piervincenzi e all’operatore Edoardo Anselmi, avvenuta a Ostia lo scorso 7 novembre.

La vicenda – Il giornalista Daniele Piervincenzi era stato aggredito dopo essersi recato a Ostia per un servizio sull’endorsement che la famiglia Spada aveva dato al candidato di CasaPound, Luca Marsella, alle elezioni nel X municipio di Roma. Con Piervincenzi c’era anche il filmmaker Edoardo Anselmi, anch’esso aggredito.

Il giornalista Piervincenzi aveva riportato una frattura al setto nasale.

Nel pomeriggio del 9 novembre Roberto Spada, fratello di Carmine, boss di Ostia, era stato fermato dai carabinieri con le accuse di lesioni aggravate e violenza privata con l’aggravante del metodo mafioso dopo l’aggressione ai danni di un giornalista del programma televisivo “Nemo, nessuno escluso”.

Il partito di estrema destra aveva subito preso le distanze e negato legami con Spada a seguito del violento pestaggio ai danni del giornalista Rai.

Come spiegato dal vicepresidente Simone Di Stefano: “Chiediamo alla magistratura di aprire un fascicolo su CasaPound per appurare se esistono rapporti criminosi tra noi e gli Spada; chiediamo anche un’inchiesta parlamentare per tirare fuori la verità su questa vicenda. Chiediamo inchieste rapide e pubbliche e che i risultati siano diffusi all’opinione pubblica”.

Lo scorso 5 novembre si sono tenute a Ostia le elezioni che hanno portato all’affermazione di CasaPound, che ha ottenuto il 9,08 per cento dei voti.

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