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Una nave per il soccorso dei migranti è stata attaccata a largo della Libia

Uomini armati e ben addestrati sono saliti su un’imbarcazione di Medici senza frontiere: nessun ferito

Di TPI
Pubblicato il 25 Ago. 2016 alle 23:14
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Immagine di copertina

Un gruppo di uomini armati non identificati a bordo di un motoscafo hanno attaccato e sparato contro la Bourbon Argos, una delle navi di Medici Senza Frontiere, mentre svolgeva attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo a largo della costa libica.

L’attacco si è verificato il 17 agosto, ma l’organizzazione umanitaria lo ha comunicato oggi in una nota.

L’equipaggio è riuscito a chiudersi nella stanza di sicurezza mentre gli uomini armati stavano abbordando la nave, ma poiché non sono riusciti a sequestrare l’equipaggio, hanno abbandonato la nave dopo circa cinquanta minuti, senza rubare o portare via nulla.

Nessuno è rimasto ferito. Prima del loro arrivo, tuttavia, gli uomini armati hanno sparato colpi d’arma da fuoco contro la nave di salvataggio.

“Anche se non conosciamo l’identità degli aggressori o la loro motivazione, da una nostra prima ricostruzione dei fatti riteniamo che fossero dei professionisti e ben addestrati”, ha dichiarato Stefano Argenziano, coordinatore delle operazioni di Medici senza frontiere. “Si tratta di un attacco serio e preoccupante, perché gli spari verso la nave avrebbero potuto mettere in serio pericolo il nostro staff”.

“MSF condanna fermamente questo atto vergognoso verso un’organizzazione medico-umanitaria il cui unico obiettivo è salvare e fornire assistenza medica ai migranti e ai rifugiati che ogni giorno cercano di attraversare il mare”, riferisce l’ong.

MSF negli ultimi due anni ha salvato più di 25mila rifugiati nel sud del Mediterraneo e pattuglia costantemente il tratto di mare tra l’Italia e la Libia con tre navi.

Medici senza frontiere ha chiarito che la missione di salvataggio continuerà come previsto, ma ha manifestato preoccupazione per la sicurezza. Sebbene gli equipaggi siano addestrati ad affrontare situazioni simili, l’attacco è stato il primo del suo genere.

Gli assalitori sembravano ben addestrati e organizzati e questo potrebbe indicare che appartenessero a una delle milizie armate libiche.

Mentre alcuni gruppi aiutano il governo libico a contrastare e combattere i contrabbandieri, altri sono direttamente coinvolti nel business dei migranti.

Dopo l’incidente, la Bourbon Argos ha raggiunto la Sicilia, dove rimarrà mentre sarà analizzato quanto accaduto. Nel frattempo, le attività di ricerca e pattugliamento continueranno per fornire assistenza d’emergenza e cure mediche ai profughi tratti in salvo.

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