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Mare Jonio entra nel porto di Lampedusa: Guardia di finanza sequestra la nave

Di Laura Melissari
Pubblicato il 19 Mar. 2019 alle 19:20 Aggiornato il 19 Mar. 2019 alle 19:59
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Immagine di copertina

La nave Mare Jonio è entrata nel porto di Lampedusa ed è stata subito sequestrata dalla Guardia di Finanza.

Nelle prossime ore potrebbero scattare gli interrogatori dell’equipaggio, secondo quanto riferito da fonti del Viminale.

Nel corso della giornata la Guardia di Finanza aveva autorizzato un punto di fonda a largo di Lampedusa alla nave Mare Ionio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea. La stessa Gdf aveva inizialmente vietato via radio l’ingresso nelle acque territoriali e lo sbarco.

Nella mattinata del 19 marzo si è svolta un’ispezione della Guardia di Finanza a bordo della nave, come ha detto a TPI Alessandra Sciurba di Mediterranea.

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Erano presenti 3 motovedette della Guardia di Finanza, una della Guardia costiera: si stanno accertando delle condizioni delle persone salvate. “L’ispezione è conclusa con un verbale in cui è scritto che non c’è nulla da segnalare se non che le persone a bordo sono provate”, ha detto.

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A bordo della nave si trovano circa 50 migranti soccorsi a largo della Libia da un gommone in avaria.

Le condizioni del mare sono difficilissime, con onde forza 7.

Il capitano della nave ha trasgredito il primo ordine di arrestare i motori e non avvicinarsi alle acque territoriali italiane.

Luca Casarini, capo missione, ha risposto alla Gdf dicendo: “Non possiamo arrestare nessuna macchina, qui siamo in pericolo di vita comandante, ci sono tre metri di onda”. “Siamo in condizioni di pericolo di vita”, ripete.

Le condizioni dei naufraghi a bordo sono precarie.

“Abbiamo chiesto alle autorità italiane dove andare, serve un porto sicuro”, ha detto il capo missione.

Si tratta dell’unica nave per il salvataggio dei migranti attualmente presente nel Mediterraneo.

Qui la posizione in tempo reale della nave:

“È la nave dei centri sociali, vi invito a cercare chi è Luca Casarini, leader dei centri sociali del nord-est, con precedenti penali. Questi non hanno obbedito a nessuna indicazione, hanno deciso di dirigersi in Italia per motivi politici, se ne sono fregati dell’alt della guardia di Finanza”, ha detto Matteo Salvini in diretta su Sky Tg24.

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“Se uno raccoglie 50 persone in un paese straniero, dove li porta? Nel porto più vicino o più lontano? In Italia col mio permesso non mettono piede”, ha detto Salvini, sostenendo che Mediterranea è un’organizzazione che gestisce e supporta il traffico di esseri umani”.

E ribadisce la linea dura: “Il ministero dell’Interno non indicherà nessun porto. Saranno forniti generi di conforto, perché la vita umana è sacra, ma gli italiani per fessi non passano”.

Secondo il ministro dell’Interno “non è stato salvataggio ma favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

“Arrestateli”, ha detto poi il ministro dell’Interno dopo la prima riunione del tavolo tecnico, convocato d’urgenza al Viminale: “Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o carabinieri viene arrestato. Conto che questo accada”, ha detto riferendosi al fatto che la nave non ha rispettato l’alt della Guardia di Finanza.

“La mare Jonio ha disobbedito per ben due volte all’ordine della Guardia di finanza di spegnere i motori. Il mare non era mosso e non c’era pericolo di affondamento. La Mare Jonio era più vicina alla Libia e Tunisia, ma ha fatto rotta verso l’Italia sottoponendo gli immigrati ad un viaggio più lungo. La nave non ha avvisato Malta. Ha disobbedito alle indicazioni della guardia costiera libica. Un comportamento che dimostra il chiaro intento di voler portare in Italia immigrati clandestini”, ha detto il ministro.

Salvini chiede l’arresto del comandante e del capomissione Luca Casarini.

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