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Multe e cartelle fino a mille euro cancellate per 5 milioni di italiani, come scoprire se si è tra i beneficiari

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Il 2019 sarà l’anno della cancellazione di migliaia di vecchie multe, bolli e tasse non pagate.

Saranno 5 milioni i piccoli debitori che vedranno cancellate vecchie cartelle esattoriali dal 2000 al 2010. L’ex Equitalia, ora Agenzia delle Entrate-Riscossione, ha provveduto alla cancellazione in automatico di oltre 12 milioni di carichi fino a mille euro. Si tratta di una misura prevista tra le nove sanatorie previste dal decreto fiscale.

Gli interessati non riceveranno alcuna lettera o comunicazione, in nome della spending review. Per verificare se ci sono multe o tasse “condonate” bisognerà recarsi nella sezione dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate, a questo link, e inserire pin e password personali.

Per entrare nella sezione si possono usare quattro differenti modi: il primo è lo spid, il servizio pubblico di identità digitale, il secondo prevede l’utilizzo delle credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate (utente, password e pin), il terzo prevede l’accesso tramite il pin rilasciato dall’Inps e il codice fiscale, e infine un quarto modo prevede l’accesso tramite la Carta nazionale dei servizi.

Non tutti i debiti inferiori ai mille euro contratti dal 2000 al 2010 sono stati “sanati”. Tra quelli già condonati vi sono dazi, accise e Iva all’importazione. Ma anche multe, ammende e sanzioni pecuniarie per provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Una volta eseguito l’accesso all’area riservata, sarà possibile verificare se si è tra i 5 milioni di italiani interessati dalla sanatoria.

Chi ha già pagato non potrà fare nulla per vedere cancellate le proprie multe, a meno che non si tratti di pagamenti versati dopo il 24 ottobre 2018. In quel caso, l’articolo 4 del decreto prevede che le eventuali somme versate possono essere eventualmente incluse nella definizione agevolata prima del versamento o considerati come debiti scaduti o in scadenza.

In assenza di debiti, gli importi versati dopo il 24 ottobre, saranno rimborsati al contribuente. La data del 24 ottobre è quella dell’entrata in vigore del decreto fiscale.

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