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Mimmo Lucano, concluse le indagini: la procura contesta anche l’associazione per delinquere

Immagine di copertina
Domenico Lucano

L'accusa di associazione per delinquere era stata fatta cadere dal Gip perché considerata "vaga e generica"

La procura di Locri ha comunicato di aver concluso le indagini su Domenico Lucano nell’inchiesta sui presunti illeciti nel sistema di accoglienza dei migranti.

A sorpresa, per il sindaco (sospeso) di Riace è stata formulata l’accusa di associazione per delinquere, la stessa che era stata fatta cadere dal Gip di Locri in quanto considerata “vaga e generica”.

Nell’avviso di conclusione delle indagini, invece, spunta nuovamente questo capo di imputazione, che va aggiungersi a quelli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, la procura di Locri ipotizza anche di estendere le accuse nei confronti di Lucano e degli altri 30 indagati ad altri reati.

Lucano, lo scorso 2 ottobre, era stato posto agli arresti domiciliari, un provvedimento poi revocato il 16 ottobre, e sostituito con il divieto di dimora a Locri.

Il sindaco di Riace ha commentato così l’avviso di conclusione delle indagini: “Sono tranquillo con la mia coscienza perché non ho fatto niente – ha detto all’Ansa – anzi ho cercato di aiutare umanamente e non mi sono approfittato di nulla neanche sul piano economico. Non ho proprietà né conti correnti, come ho detto sin dal primo momento”.

“Dopo tanto tempo hanno potuto verificare tutto su di me – ha aggiunto Lucano – Mi auguro che prevalga la coscienza. Gli avvocati mi hanno detto che è un fatto normale, anzi è positivo perché hanno chiuso e vuol dire che non ci sono altre cose e che quelli sono i capi di imputazione. Tutti gli accusati dicono che sono innocenti, è un fatto automatico quindi mi sembra talmente scontato che non lo voglio nemmeno dire. C’è chi ci giudica e sapranno loro cosa fare”.

Le accuse contro il sindaco di Riace

Domenico Lucano (chi è) era indagato dalla Procura di Locri per abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche relative alla gestione del sistema di accoglienza.

Tra gli indagati, anche Fernando Antonio Capone, presidente dell’associazione “Città Futura-don Pino Puglisi”.

Negli atti che hanno portato al suo arresto, Lucano viene definito un sindaco “spregiudicato” che organizzava veri e propri “matrimoni di convenienza” tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano.

Secondo gli inquirenti, il primo cittadino e la sua compagna avrebbero architettato degli “espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci”, per aggirare le norme nazionali che regolano l’ingresso e la permanenza in Italia dei migranti.

Nello specifico, il sindaco è accusato di aver organizzato un matrimonio “di comodo” tra un’immigrata nigeriana e un cittadino italiano per permettere alla donna di ottenere la cittadinanza italiana.

“Particolarmente allarmanti”, si legge nei documenti delle indagini, si sono rivelate “non solo la lunga serie di irregolarità amministrative e di illeciti penalmente rilevanti che costellavano la realizzazione del progetto, ma anche e soprattutto l’estrema naturalezza con la quale Lucano e la sua compagna si risolvevano a trasgredire norme civili, amministrative e penali”.

La Procura di Locri contesta al sindaco anche l’affidamento diretto di appalti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti di Riace alle cooperative sociali, la “Ecoriace” e L’Aquilone” senza aver prima indetto una gara d’appalto.

Le cooperative non erano iscritte nell’albo regionale come previsto dalla legge e non avevano quindi i requisiti richiesti per l’ottenimento del servizio pubblico.

Per aggirare il problema, il sindaco è accusato di aver istituito un albo comunale delle cooperative sociali a cui “poter affidare direttamente, secondo il sistema agevolato previsto dalle norme, lo svolgimento di servizi pubblici”.

In questo modo, Lucano avrebbe potuto decidere di affidare il servizio di raccolta rifiuti alla “Ecoriace” e alla “Aquilone”, dall’ottobre 2012 fino all’aprile 2016, senza bisogno di indire una gara d’appalto.

Le due cooperative hanno così ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale che ammonterebbe a circa un milione di euro.

Mimmo Lucano e il suo modello di accoglienza

Mimmo Lucano è noto per il suo rivoluzionario modello di accoglienza dei migranti, che ha permesso al piccolo Comune calabrese di rinascere: il sindaco era stato anche inserito da Fortune nel 2016 tra i 50 uomini più influenti al mondo.

Proprio in difesa del suo progetto, minacciato dal taglio dei fondi destinati ai progetti di accoglienza, ad agosto del 2018 il primo cittadino aveva iniziato uno sciopero della fame. In occasione del Riaceinfestival, aveva detto: “Riace è un messaggio pericoloso perché dimostra che l’accoglienza è possibile”.

Nella sua battaglia per un sistema d’accoglienza diverso, ha spesso incontrato le ostilità del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che lo aveva definito “uno zero”.

Dopo l’arresto del sindaco, Salvini ha commentato su Twitter: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! Io vado avanti. #portichiusi #cuoriaperti”.

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