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Le migliori notizie del 2016

L'ong per la difesa dei diritti umani Amnesty International ha selezionato una buona notizia al mese per l'anno che volge al termine

Di TPI
Pubblicato il 27 Dic. 2016 alle 11:36
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Immagine di copertina

Il 2016 è stato l’anno del fallito golpe in Turchia e della repressione messa in atto dal presidente Recep Tayyip Erdogan. L’anno della sanguinosa battaglia per Aleppo, in Siria, e del tragico record dei migranti morti nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Europa, del terremoto nel centro Italia e degli attentati a Nizza e a Berlino.

Leggendo queste notizie viene da pensare che la situazione del mondo sia complessivamente peggiorata rispetto agli anni precedenti. Eppure l’anno che si sta per concludere ha segnato anche importanti passi avanti per la situazione dei diritti umani nel mondo. L’ong Amnesty International ha raccolto le dodici migliori notizie da tenere a mente per il 2016, una per ogni mese. Ecco quali sono:

Gennaio: la Corte costituzionale dello Zimbabwe vieta i matrimoni precoci per le ragazze, stabilendo che l’età minima per sposarsi è di 18 anni. Due ex spose bambine avevano impugnato la norma chiedendo al governo di mettere al bando la pratica, in un caso che ha destato molto scalpore a livello nazionale. Quasi un terzo delle bambine in Zimbabwe si sono sposate prima dei 18 anni e il 4 per cento addirittura prima dei 15 anni.

Febbraio: con una storica sentenza in Guatemala due ex ufficiali militari vengono condannati a oltre cento anni di galera ciascuno per aver utilizzato 15 donne indigene come schiave sessuali durante la guerra civile negli anni Ottanta. 

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Marzo: dopo oltre quattro anni di carcere, le autorità del Qatar rilasciano Mohamed al-‘Ajami, conosciuto anche come il “poeta dei gelsomini”. Arrestato a novembre 2011 e accusato di “incitamento pubblico al rovesciamento del sistema” per aver letto alcune poesie durante un evento privato, postato a sua insaputa su Youtube, al-‘Ajami era stato condannato inizialmente all’ergastolo e poi a 15 anni di prigione.

Aprile: l’attivista birmana Phyoe Phyoe Aung, arrestata nel 2015 dopo aver aiutato a organizzare alcune proteste studentesche pacifiche, viene liberata insieme a suo marito. Rischiava fino a nove anni di carcere. Complessivamente tra l’8 e il 12 aprile 2016 sessantanove studenti detenuti da un anno vengono liberati in Birmania.

Maggio: la vignettista iraniana Atena Farghadani, condannata a 12 anni di carcere per aver disegnato un fumetto irriverente che ritrae i membri del parlamento e la guida suprema dell’Iran come scimmie e mucche, viene rilasciata. Qui alcune vignette che erano state diffuse da fumettisti di tutto il mondo come segno di solidarietà nei confronti della giovane artista.

Giugno: un tribunale dello stato di Sinaloa, in Messico, dispone la scarcerazione di Yecenia Armenta Graciano, una madre arrestata dalla polizia nel 2012 e accusata dell’omicidio del marito. Dopo 15 ore di violenze e abusi la donna firma una confessione. Trascorre quattro anni in galera prima di essere liberata. 

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Luglio: la Corte suprema di El Salvador dichiara l’incostituzionalità dell’amistia del 1993 che proibiva il perseguimento dei crimini commessi dai militari e dai guerriglieri durante la sanguinosa guerra civile del paese centroamericano. La decisione della corte consente ai pubblici ministeri di indagare sulle atrocità del conflitto che si è svolto tra il 1980 e il 1992.

Agosto: quattro attivisti detenuti in Congo vengono liberati. Erano stati arrestati a marzo 2015 e accusati di vari reati, incluso “complotto contro il capo dello stato”.

Settembre: il Consiglio di stato italiano dichiara Ungheria e Bulgaria paesi non sicuri dove rinviare i richiedenti asilo a causa del rischio di trattamenti disumani e degradanti che potrebbero subire in quei paesi.

Ottobre: per la prima volta in Corea del Sud due obiettori di coscienza vengono assolti in appello. In primo grado erano stati condannati a 18 mesi di carcere.

Novembre: Rosmit Mantilla, parlamentare venezuelano e attivista per i diritti Lgbt, viene scarcerato dopo oltre due anni di prigionia. Era stato arrestato e accusato di aver ricevuto fondi per organizzare proteste antigovernative.

Dicembre: dopo mesi di proteste i nativi americani della tribù Sioux vincono una prima battaglia contro il Dakota Access Pipeline, l’oleodotto doveva attraversare i loro territori in North Dakota, passando sotto il lago Oahe. Il genio militare americano annuncia di aver bocciato il percorso previsto per la struttura, sostenendo che esaminerà alcune alternative.

Il video di Amnesty Intenational sulle conquiste per i diritti umani nel 2016:

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