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Michele Emiliano è indagato per la campagna delle Primarie Pd del 2017

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Il presidente della Regione PugliaMichele Emiliano, è indagato dalla procura di Bari con l’accusa di abuso d’ufficio, false fatture e induzione indebita. I reati sarebbero stati commessi durante la campagna elettorale che l’attuale governatore pugliese portò avanti nel 2017 in vista delle Primarie del Pd. La notizia è stata diffusa mercoledì 10 aprile 2019.

Insieme a Emiliano, sono indagati a vario titolo anche il suo capo di gabinetto Claudio Stefanazzi e tre imprenditori. La vicenda ricostruita dalla procura di Bari riguarda l’emissione di una fattura da 65mila euro, pagata da due imprenditori baresi ad un’agenzia di comunicazione che ha curato la campagna elettorale di Emiliano per le Primarie del Pd 2017. Quelle votazioni portarono alla vittoria di Matteo Renzi, che divenne il nuovo segretario del Partito democratico.

Nel corso dell’indagine, la Guardia di finanza è entrata nel palazzo della Regione Puglia, che è stato perquisito. Gli agenti hanno acquisito diversi documenti, tra i quali anche alcune chat e mail scambiate tra Emiliano e il suo capo di gabinetto.

In serata, il presidente della Regione Puglia ha diffuso una nota, nella quale ha spiegato di aver “denunciato alla procura della Repubblica una violazione del segreto istruttorio” a causa della fuga di notizie sull’indagine a suo carico.

L’ex esponente del Pd, infatti, era stato informato lunedì 8 aprile dell’indagine a suo carico. Emiliano, a questo proposito, ha spiegato di essere stato avvisato per tempo che sarebbe stato “oggetto di una attività di acquisizione di documenti e dati” in relazione “ai finanziamenti percepiti in occasione della campagna del 2017”.

Nello stesso comunicato, Emiliano ha spiegato che l’indagine della Guardia di finanza “attiene a verifiche sulla natura dei pagamenti di una società di comunicazione che ha curato parte della mia campagna elettorale, e con la quale era insorto un contenzioso giudiziario”.
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