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“Ho modificato la pistola per renderla più potente”. Parla l’uomo che ha sparato alla bimba rom a Roma

Immagine di copertina
Afp photo / Alberto Pizzoli

Secondo il racconto fornito agli inquirenti, Arezio "avrebbe allentato una vite per potenziare l'arma"

“Ho modificato la pistola per renderla più potente”. Sono queste le parole pronunciate agli investigatori da Marco Arezio, l’uomo di 59 anni che ha sparato con una pistola ad aria compressa a una bimba rom di un anno a Roma lo scorso 17 luglio, ferendola gravemente alla schiena.

I magistrati che stanno indagando sul caso, coordinati dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, hanno disposto una perizia sulle armi rinvenute in casa dell’uomo.

I pm vogliono accertare le modalità con cui Arezio abbia modificato la pistola e la carabina ad aria compressa, che aveva acquistato circa un anno fa a San Marino.

Secondo il racconto fornito dall’uomo agli inquirenti, Arezio “avrebbe allentato una vite per potenziare l’arma”.

“Stavo provando la nuova arma, non mi sono accorto di aver colpito la bimba”, avrebbe aggiunto l’indagato.

Intanto la bimba ferita ha lasciato il reparto di terapia intensiva e dovrebbe essere scongiurato il rischio per lei di una paralisi.

Ieri il padre della piccola si è detto convinto che lo sparo non sia stato un errore, ma un gesto voluto: “Non ha sparato per sbaglio, non è venuto nemmeno in ospedale a chiederci scusa”, ha dichiarato.

Marco Arezio, un ex dipendente del Senato in pensione, è stato individuato come responsabile del ferimento della bambina martedì 24 luglio.

Ha sparato un colpo dal balcone della sua abitazione nei pressi di viale Palmiro Togliatti, colpendo la piccola che stava passeggiando con la madre. “Stavo provando la pistola, che si era inceppata, ed è partito un colpo per sbaglio”, ha detto alla polizia appena è stato rintracciato.

In un’intervista rilasciata al Messaggero, Arezio ha raccontato il dramma che sta vivendo in questo momento. “Sono distrutto, non mi sono reso conto”, ha detto l’uomo.

“L’importante ora è solo la bambina, le sue condizioni. Sono distrutto ma penso solo alla bambina”.

Arezio ha ribadito come il colpo sia partito accidentalmente e di aver appreso del ferimento della piccola solo dai giornali.

Nell’articolo del Messaggero viene sentito anche suo figlio: “Papà mi ha detto che è stato un incidente – ha detto il ragazzo – Ogni tanto con la pistola va a sparare al poligono di tiro”.

Gli inquirenti, che hanno operato una perquisizione a casa dell’uomo dove hanno trovato una pistola e una carabina ad aria compressa, al momento non contestano la fattispecie dell’odio razziale.

L’uomo è ora indagato per lesioni gravissime .

I familiari della piccola hanno raccontato che la bambina si trovava in braccio alla madre, che stava camminando lungo via Palmiro Togliatti, quando la donna si è accorda che la piccola perdeva sangue dalla schiena.

Dopo essere stata portata all’ospedale Pertini e poi trasferita al Bambino Gesù, la bambina è stata sottoposta a un intervento chirurgico durante il quale le è stato estratto dal corpo un piombino di una pistola ad aria compressa.

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