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Nei prossimi 3 anni i fondi per la scuola diminuiranno di 4 miliardi. “Sono tagli degni della peggiore destra”. È davvero così?

Di TPI
Pubblicato il 30 Dic. 2018 alle 15:38 Aggiornato il 30 Dic. 2018 alle 15:41
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Credit: Andrea Ronchini/NurPhoto/Afp

Nella manovra sono diminuiti i fondi per la scuola, che nei prossimi 3 anni diminuiranno di 4 miliardi di euro. La polemica è esplosa. Ma lo scontro è appena iniziato. Perché da una parte ci sono le opposizioni, Pd in testa, che parlano di “tagli degni della peggiore destra”.

Dall’altra gli esponenti del governo, che tornano a bollare il tutto come “l’ennesima fake news” perché, in realtà, l’esecutivo Conte avrebbe invece stanziato 2,6 miliardi di euro “più del Pd” nella finanziaria per l’istruzione.

Chi ha ragione?

Il sottosegretario all’Istruzione, Salvatore Giuliano, non ha dubbi: “Per quanto riguarda la scuola abbiamo razionalizzato la spesa producendo benefici su diversi e importanti fronti, riassumibili così: lotta alla precarietà e più strumenti e risorse a disposizione di alunni, scuole e famiglie”.

Nel dettaglio, Giuliano spiega come in manovra sia prevista l’assunzione di circa 12mila precari storici delle pulizie, di 2mila docenti nella scuola primaria, 400 docenti in più per licei musicali e la stabilizzazione di 290 educatori nei convitti.

Ancora più specifico nei numeri è Luigi Gallo, presidente M5s della Commissione Cultura alla Camera: “I numeri non sono interpretabili, basta leggere quanto scritto in Bilancio e confrontare i dati con la programmazione triennale di Gentiloni per il 2018 per l’istruzione per capire che la nostra manovra punta ad aumentare gli investimenti”.

In tutto, spiega Gallo, sono “ben 2,6 miliardi di euro in più per il 2019”.

Ma a smentire il governo sono proprio i numeri. Almeno tanto a quanto contenuto nella “tabella 7”, quella che contiene l’elenco analitico delle spese a carico del Miur.

Le spese di personale per il funzionamento delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione sono preventivate in 19.088 milioni per il 2019; 18.719 per il 2020 e 18.147 per il 2021: circa il 5 per cento in meno rispetto al triennio precedente per un totale di un miliardo di euro.

Altri tagli per circa un miliardo sono stati previsti per i docenti di sostegno della scuola del primo ciclo: 3.277 milioni nel 2019; 2.891 nel 2020; 2.307 nel 2022. In totale la decurtazione, per questa voce, è del 30 per cento.

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Poi ci sono circa 700 milioni di tagli per la scuola del secondo ciclo, dove si passa dai 10.967 milioni del 2019 ai 10.713 milioni del 2020 e ai 10.260 del 2021, per un calo totale del 7 per cento.

Come spiegato poi dal Corriere della Sera, “si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi)” e i tagli incidono anche sui fondi per gli insegnanti di sostegno e per i progetti di integrazione scolastica per allievi con Bes per una cifra pari a 1 miliardo e 300 milioni di euro.