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Macellano in casa, i grugniti di dolore del maiale fanno accorrere la polizia

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 3 Gen. 2019 alle 08:28 Aggiornato il 3 Gen. 2019 alle 08:32
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Immagine di copertina

I maiali venivano uccisi in casa, evadendo tutte le norme Asl.

La macellazione abusiva di un grosso maiale nella zona di Lavinio è stata scoperta dalla polizia locale. Avvisati da alcuni residenti della zona allarmati per dei forti grugniti di dolore sentiti provenire da una abitazione del litorale romano.

Le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute sul posto e hanno trovato un suino appena sgozzato in un giardino nelle adiacenze dell’abitazione di quattro rumeni, in assenza di qualsiasi requisito di igiene, sicurezza e salute.

Le successive ispezioni hanno accertato che il povero maiale era stato ucciso senza alcun preventivo stordimento da eseguirsi al fine di non infliggere inutili sofferenze. Immediato l’intervento della Asl, richiesta dai funzionari della polizia locale.

Il servizio veterinario ha definito la morte dell’animale, ma anche la modalità cruenta con la quale la stessa è stata provocata. Era assente infatti il foro di sparo previsto per l’abbattimento autorizzato di tali animali per il tramite di proiettile captivo, fatto che avrebbe permesso il previsto rapido stordimento dell’animale, evitando cosi le inutili sofferenze riscontrate.

Le ulteriori attività investigative hanno potuto accertato la provenienza dell’animale da un allevamento della zona autorizzato, sulle cui modalità di vendita e trasporto sono in corso ulteriori attività, atte a verificarne la regolarità.

Sono quindi state denunciate per maltrattamento di animali e macellazione clandestina,  le cinque persone presenti, 4 cittadini romeni, e un italiano, che lo ha trasportato lì, tra i 35 e i 40 anni, coinvolte nella macellazione abusiva per la quale è prevista la pena dell’arresto da 6 mesi ad 1 anno o un’ammenda fino a 150.000 euro.

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