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M5S in difficoltà: malcontento per le espulsioni e numeri in Senato sempre più risicati

A pesare sulla forza dei giallo-verdi sono le ultime espulsioni operate all'interno del Movimento, che hanno generato non pochi mal di pancia tra i grillini

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 2 Gen. 2019 alle 13:46 Aggiornato il 2 Gen. 2019 alle 13:56
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio

I numeri dei 5 Stelle al Senato si fanno sempre più esigui, mettendo a repentaglio la tenuta della maggioranza.

A pesare sulla forza dei giallo-verdi sono le ultime espulsioni operate all’interno del Movimento: il 2018 si è infatti chiuso con l’allontanamento dei senatori Gregorio De Falco (qui il suo profilo) e Saverio De Bonis (qui il suo profilo) e di due eurodeputati, Giulia Moi (qui il suo profilo) e Marco Valli (qui il suo profilo).

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Contro il senatore Lello Ciampolillo è stato espresso solo un richiamo, mentre il procedimento per Elena Fattori e Paola Nugnes risulta ancora pendente. Più fortunati Matteo Mantero e Virginia La Mura, i cui casi sono stati archiviati.

Facendo i conti a inizio 2019, non si può non notare che la maggioranza giallo-verde al Senato è scesa 165, un numero che dovrebbe far preoccupare Di Maio e Salvini dato che il quorum è di 161 voti.

Gli scontri interni al movimento emergono anche tra Camera e Senato: circa 30-40 parlamentari infatti chiedono chiarimenti sulle ultime espulsioni e sull’intolleranza verso il dissenso interno.

Emblematico a questo proposito il post pubblicato su Facebook da Luigi Gallo: “Non c’è mai stata un’assemblea con una votazione interna, né su Rousseau, sui temi delicati”. Critiche sono arrivate anche da Gilda Sportiello: “Forse più che di provvedimenti e sanzioni ciò di cui necessita il Movimento sono spazi di confronto”.

Espulsioni Movimento 5 stelle | Di Maio: “Nessuno è indispensabile”

Il capo politico M5s Luigi Di Maio ricorda a tutti che “quando i candidati del Movimento 5 Stelle entrano nelle liste accettano alcune regole, poche e chiare, che sono vincolanti per la loro candidatura”. 

Tutti gli eletti del Movimento in Parlamento” prosegue il vicepremier M5s “hanno quindi firmato e accettato anche la regola presente nel Codice Etico per cui i nostri parlamentari sono tenuti sempre a votare la fiducia ad un governo in cui il Movimento è parte della maggioranza”.

Nel Codice c’è effettivamente scritto che i portavoce eletti “si impegnano a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”.

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