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Luttwak: “Chi arriva in barca va deportato. Le Ong? Gente che non ha voglia di lavorare”

Il politologo ed esperto di geopolitica, vicino agli Stati Uniti, ha commentato il nodo caldo degli sbarchi in Italia

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 31 Gen. 2019 alle 11:07 Aggiornato il 31 Gen. 2019 alle 13:05
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Immagine di copertina
Edward Luttwak. Credit: Getty Images

“L’Italia dovrebbe fare come fa l’Australia: chi arriva in barca non può arrivare, non può sbarcare”. A dirlo è il politologo Edward Luttwak, esperto di geopolitica, vicino agli Stati Uniti, che, ospite dei microfoni de La Zanzara su Radio 24, ha commentato il nodo caldo degli sbarchi in Italia, partendo dalla vicenda della nave Sea Watch, ferma per giorni a largo della costa italiana con 47 migranti a bordo.

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“C’è una legge, e la Sea Watch ha l’obbligo di salvare chiunque si trovi in acqua ma non è italiana e non ha diritto di entrare in un porto italiano senza autorizzazione dell’Italia. Batte bandiera olandese, doveva sbarcare in Olanda. Non è lontana, non è come andare in Alaska o in Giappone. È un pezzo di Olanda che naviga”, ha aggiunto ancora Luttwak.

“L’Italia come l’Australia”

Ci va giù pesante, il professore, che avalla la linea dura in materia di sbarchi. “Non è questione di essere carini, simpatici, compassionevoli, cristiani, dolci, ma di applicare la legge. O si vive sotto la tirannia, in balia di chi fa la voce grossa. I paesi che hanno la legge stanno meglio, si investe nei paesi dove funziona la legge”, ha spiegato.

“L’Italia dovrebbe fare come fa l’Australia; chi arriva in barca non può arrivare, non può sbarcare. Non si può arrivare con la barca, non puoi mai essere ammesso. Vieni subito deportato. Questi sono scappati su una barca olandese ed è in Olanda che devono andare”, ha affermato fermo il professore.

“Le Ong? Gente che non vuole lavorare”

Duro il commento di Luttwak in merito alle Ong: “Gente che non vuole andare a lavorare, che pensa sia qualcosa di noioso stare in ufficio o in una banca. Poi entrano in una Ong dove fanno quello che vogliono, non è gestita da nessuno, qualche volta salvano altre volta no, altre volte vanno a spasso a mangiare il pesce in qualche trattoria”.

Il professore ha speso parole di fuoco anche per Gino Strada ed Emergency: “In Italia ci sono persone che sono in estrema povertà e disagio, e estremo pericolo, ma non è mai andato da loro è andato in Afghanistan. Se tu vai a Palmi o a Canicattini o a Voghera, la stampa non ti segue, devi andare in Afghanistan, in Calabria non è chic. Fanno i protagonisti. Come mai non esiste un Gino Strada inglese o francese, o americano? Perché in questi paesi la terza volta che parli abbronzato in televisione sotto le luci della tv ti dicono: vai a lavorare, guadagna  e paga le tasse. Lo puoi fare tre volte non di più”.

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E ha continuato ancora: “Ci sono 15 milioni di persone solo in Africa occidentale che sono smaniose di arrivare qui. Se questi intellettuali vogliono fare qualcosa facciano un partito per convincere i loro concittadini che l’Italia deve far parte dell’Africa. Oppure con l’Alitalia nazionalizzata organizzino un ponte aereo per portare qui milioni di persone”.

“M5s è un minestrone immangiabile”

A proposito del Movimento 5 Stelle, il professor Luttwak ha spiegato a Radio 24 come si tratti di un’entità particolarmente eterogenea: i pentastellati “rappresentano tutto, da quelli che dicono che gli ebrei controllano tutto a quelli a favore di Trump. Contengono tutto, è un minestrone immangiabile dove c’è qualsiasi cosa. Tutti i legumi, più i topi. Il reddito di cittadinanza? Si applicherà a gente che sta a casa a mangiare il minestrone della mamma. Resteranno a mangiare il minestrone della mamma. Non sono incentivati a lavorare”.

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