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“Mi hai spento il sorriso, ora soffri tu”: le folli lettere dell’infermiera che ha ucciso i figli ad Aosta

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Credit: Ansa

Marisa Charrère ha praticato un'iniezione letale ai figli di 7 e 9 anni prima di togliersi al vita

“Mi hai spento il sorriso, ora soffri tu. Io non ce la faccio più”. Secondo quanto riportato da La Stampa, sarebbe questo il contenuto di una delle due lettere scritte da Marisa Charrère, la donna che venerdì 16 novembre ad Aymavilles (Aosta) ha ucciso i figli di 7 e 9 anni praticandogli un’iniezione letale di potassio.

Marisa Charrère lavorava come infermiera al reparto di cardiologia dell’ospedale Parini di Aosta, e avrebbe organizzato l’omicidio dei figli con una precisione minuziosa, architettando un diabolico piano.

La donna ha infatti preso in ospedale i farmaci e il potassio, che ha utilizzato per far andare i figli in arresto cardiaco, dopo averli fatti addormentare con un sedativo.

La madre si è poi tolta la vita. Le lettere lasciate sul tavolo di casa prima di morire erano indirizzate al marito, Osvaldo Empereur, che lavora come guardia forestale. Dal testo emerge lo strazio della donna e anche un’accusa rivolta al coniuge, colpevole a suo parere dello stato di infelicità che l’ha portata a compiere questo folle gesto.

I corpi dei bambini sono stati ritrovati su un divano, a pochi metri dal cadavere della madre. Il marito della donna ha trovato i corpi senza vita quando è rientrato in casa, verso mezzanotte (aveva passato una serata fuori con gli amici).

L’uomo a quel punto ha gridato e ha chiesto l’aiuto dei vicini: caduto in stato di shock, è stato ricoverato nel reparto di psichiatria.

Una vicina di casa ha raccontato di aver sentito, durante la serata, “un rumore di sedie, poi delle urla. Quindi il silenzio”.

I due omicidi e il suicidio sono avvenuti nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2018.

Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero aostano Carlo Introvigne, e condotte dalla squadra mobile della questura di Aosta del commissario capo Eleonora Cognigni.

Domenica 18 novembre sono state effettuate le autopsie sui corpi dei bambini.

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