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Chi sono i 25 deputati M5s che non hanno votato la riforma della legittima difesa

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 6 Mar. 2019 alle 18:51
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Immagine di copertina

Sono 25 i deputati del Movimento 5 stelle che non hanno partecipato al voto sulla legittima difesa.

È quanto emerge dai tabulati della votazione: 29 deputati risultano in missione; 165 hanno votato a favore del provvedimento “leghista”; 25 quelli che non hanno partecipato.

Tra questi spiccano due “fichiani”: Giuseppe Brescia, già ai ferri corti con i vertici del Movimento per la questione Global Compact, e Luigi Gallo. Considerati “assenti non giustificati” invece Doriana Sarli e Sara Cunial.

Chi sono i 25 deputati del M5s che non hanno votato la legittima difesa

Come risulta dal tabulato della votazione sulla legittima difesa, i 25 pentastellati che non hanno partecipato al voto sono:

– Giuseppe Brescia,

– Luciano Cantone,

– Vittoria Casa,

– Andrea Caso,

– Maurizio Cattoi,

– Sebastiano Cubeddu,

– Sara Cunial,

– Rina De Lorenzo,

– Chiara Ehm Yana,

– Luigi Gallo, Veronica Giannone,

– Angela Ianaro,

– Generoso Maraia,

– Maria Marzana,

– Leonardo Salvatore Penna,

– Riccardo Ricciardi,

– Cristian Romaniello,

– Gianluca Rospi,

– Francesca Anna Ruggiero,

– Francesco Sapia,

– Doriana Sarli,

– Giulia Sarti,

– Gilda Sportiello,

– Davide Tripiedi,

– Gloria Vizzini.

Inutile, per convincere i 25 dissidenti, il disperato tentativo in aula di Gianfranco Di Sarno, al quale il Movimento 5 stelle ha affidato la dichiarazione di voto finale.

“Non c’è libertà di uccidere, ma uno Stato che si stringe attorno a chi è costretto a difendersi. Significa ascoltare gli italiani e fornire risposte vere”.

La riforma della legittima difesa è – la versione ufficiale del Movimento 5 stelle – “un provvedimento tanto dibattuto. Rappresenta per molti uno dei nodi che necessitavano di essere sciolti con un intervento chiaro e preciso. Le istanze dei cittadini meritano sempre di essere discusse, e il governo lo ha fatto. Il testo è frutto di una attività intensa guidata da unico principio: migliorare la normativa esistente e dare uno strumento alle forze dell’ordine”.

Il tema, continua il deputato pentastellato, “spesso ha assunto toni di allarme. Si è parlato a sproposito di legge Far west e di legittimazione ad uccidere, addirittura qualcuno ha detto che è una sorta di incentivo all’acquisto di armi”.

Tutte “falsità, solo falsità”. Per Di Sarno “la verità è che non c’è nessuna legittimazione ad uccidere. Non c’è una sola parola che legittimi la violenza. La proposta risponde a una precisa domanda di sicurezza, gli italiani non hanno alcuna voglia di difendersi da soli ma, se costrette, le persone devono essere tutelate ed è giusto che non si subisca oltre al danno anche la beffa”.

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