Prostituzione: la Consulta salva la legge Merlin

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 6 Mar. 2019 alle 15:19 Aggiornato il 6 Mar. 2019 alle 15:26
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Il 6 marzo 2019 la Consulta ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale riguardanti il reclutamento e il favoreggiamento della prostituzione, puniti dalla legge Merlin.

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Secondo quanto reso noto dall’Ufficio stampa della Consulta. i giudici hanno “ritenuto che non è in contrasto con la Costituzione la scelta di politica criminale operata con la legge Merlin, quella cioè di configurare la prostituzione come un’attività in sé lecita ma al tempo stesso di punire tutte le condotte di terzi che la agevolino o la sfruttino”.

“Inoltre, la Corte ha ritenuto che il reato di favoreggiamento della prostituzione non contrasta con il principio di determinatezza e tassatività della fattispecie penale”.

A sollevare la questione era stata sollevata dalla Corte d’appello di Bari nel 2018 nell’ambito del processo sulle escort che tra il 2008 e il 2009 erano state portate nella residenza dell’ex premier Silvio Berlusconi dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

La Corte di appello di Bari aveva chiesto alla Corte di stabilire se, in un contesto operativo sgombro da costrizioni per chi si prostituisce, “chi esercita la professione di escort potrebbe essere violato nella sua libertà personale dal divieto di reclutamento e favoreggiamento, che potrebbe configurarsi come un limite del principio della libertà di autodeterminazione sessuale della persona umana”.

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