Cimiteri, funerali, bare, sepolture e ceneri: ora la Lega riscrive le regole

Di Marco Nepi
Pubblicato il 24 Feb. 2019 alle 21:11 Aggiornato il 24 Feb. 2019 alle 21:11
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Immagine di copertina

Si tratta di un vero e proprio vademecum per gli oltre 6mila operatori funebri presenti in Italia ma soprattutto di un tentativo per mettere ordine alla giungla delle regole riguardanti il settore funerario italiano, normato “da una legislazione disorganica a livello regionale” (ci sono diciotto leggi) e “assolutamente vecchia e inadeguata a livello nazionale” (c’è un decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990).

Questo il principale obiettivo di una legge depositata dalla Lega (sottoscritta da circa 50 parlamentari, la deputata Foscolo prima firmataria) e già incardinata in Commissione alla Camera.

I cimiteri. Sono “memoria storica della collettività”, devono essere “assoggettati al regime dei beni demaniali” anche se “collocati alla distanza di almeno 100 metri dal centro abitato”. Tuttavia “Il sistema cimiteriale diventa sempre più ingestibile con costi complessivi troppo elevati rispetto alle entrate oggi possibili” e allora occorre incentivare “l’accorpamento delle strutture” e dare la possibilità ai comuni di “applicare un diritto di segreteria pari a 30 euro per ogni ingresso di cadavere, resti ossei o ceneri all’interno dei propri cimiteri”.

La dispersione delle ceneri. Può avvenire all’interno dei cimiteri, in aree private o all’aperto ma con dei limiti: “In montagna e in natura, a distanza di oltre 200 metri da centri e da insediamenti abitativi; in mare, ad oltre mezzo miglio dalla costa; nei laghi, ad oltre 100 metri dalla riva; nei fiumi e nei corsi d’acqua ad alveo pieno permanente, nei tratti liberi da manufatti e da natanti” (per i trasgressori la sanzione amministrativa pecuniaria da 300 euro a 3.000 euro).

L’autorizzazione alla cremazione. Serve “una disposizione testamentaria del defunto” ma può essere autorizzata anche “ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati”.

Le bare. “I cofani funebri devono essere interamente ed esclusivamente costruiti con tavole di legno massiccio”.

La misura più importante del disegno di legge è legata al divieto del “procacciamento di funerale e di qualsiasi tipo di attività di intermediazione funebre, con previsioni aventi pure rango penale”.

Si punta a dire stop alla pratica di avvicinare i parenti di un defunto, per esempio in un ospedale o nelle case di cura.

“È fatto divieto”, si sottolinea nel testo di legge, “a chiunque di segnalare a imprese funebri il decesso di persone. È altresì fatto divieto al personale assegnato a enti pubblici, a strutture sanitarie, socio-assistenziali, di ricovero e cura, pubbliche o private, a strutture deputate ai pubblici servizi e a gestori di un servizio di ambulanze di indirizzare il dolente nella scelta dell’impresa funebre”.

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