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Laura Boldrini contro gli sciacalli che hanno diffuso una bufala sulla sorella morta

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Mentre si attende che il provvedimento sulla diffusione delle notizie false sia approvato, continuano le battaglie dei politici come quella della presidente della Camera

Il 7 febbraio 2017 è stato presentato al Senato il disegno di legge “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”.

— Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Una proposta di legge contro la diffusione delle notizie false che conta una partecipazione trasversale con adesioni raccolte da tutti i gruppi parlamentari. 

I punti principali previsti nel disegno di legge sono il contrasto dell’anonimato, l’obbligo per i gestori delle piattaforme informatiche di monitorare costantemente i contenuti che circolano al loro interno e la lotta alla diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose, come si legge nel testo di legge

Mentre si attende che il provvedimento sia approvato, continuano le battaglie personali degli esponenti politici, non ultima quella della terza carica dello Stato, Laura Boldrini, che oggi sul suo profilo Facebook ha smentito in prima persona una notizia falsa che la riguarda.

A luglio 2016, il sito La Nozione ha pubblicato la foto di un’attrice americana, Krysten Ritter, spacciandola per la sorella della Boldrini e sostenendo che gestisce cooperative di assistenza ai migranti. Notizia ovviamente inventata.

Ma i controlli mancano e così la bufala è diventata virale, ottenendo migliaia di condivisioni corredate di insulti gratuiti e sessisti.

“Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care”, ha precisato la Boldrini sul social network proseguendo il suo post piuttosto amareggiata. “La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi”.

“Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia”, conclude la presidente della Camera. “Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei. E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti”.

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