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Quanti bambini nel mondo muoiono prima di compiere 5 anni?

Il tasso di mortalità infantile, il numero di decessi sotto i cinque anni ogni mille nati vivi, è tra gli indicatori dello sviluppo o l’arretratezza di un paese

Di TPI
Pubblicato il 12 Ott. 2016 alle 16:05
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Immagine di copertina

Solo nel 2015 quasi sei milioni di bambini sono deceduti prima di compiere cinque anni. Il tasso di mortalità infantile, ovvero il numero di decessi sotto i cinque anni ogni mille nati vivi, è tra gli indicatori che delineano lo sviluppo o l’arretratezza di un paese.

Secondo il rapporto dell’Unicef “La Condizione dell’infanzia nel Mondo 2016”, l’Italia è tra i paesi più virtuosi al mondo con quattro decessi ogni mille nascite, il che la porta al 166esimo posto su 195 nazioni. Lo stato che guida la classifica con il tasso di mortalità infantile più elevato è l’Angola (157 decessi), mentre quelli con il tasso più contenuto (due decessi) sono Finlandia, Islanda e Lussemburgo.

Il rapporto sottolinea l’estrema fragilità delle condizioni di salute dei bambini nel mondo in base alla regione geografica e alla comunità nella quale nascono. Come mostra la mappa, i tassi di mortalità infantile sono particolarmente elevati in Africa e in Asia meridionale: un bambino nato in Angola, ad esempio, ha una probabilità di morire prima di compiere cinque anni che è 39 volte più alta rispetto a quella di un bambino nato in Italia.

Tutti i dieci paesi con il tasso di mortalità infantile più elevato si trovano in Africa (Angola, Ciad, Somalia, Repubblica centrafricana, Sierra Leone, Mali, Nigeria, Benin, Repubblica democratica del Congo e Niger). Dei dieci più virtuosi invece, sette si trovano in Europa (Lussemburgo, Islanda, Finlandia, Svezia, Slovenia, San Marino e Norvegia) e tre in Asia (Singapore, Corea e Giappone).

A cura di Silvio Grocchetti, infografiche a cura di Laura Melissari

Il rapporto dell’Unicef sottolinea come negli ultimi 15 anni siano stati compiuti progressi considerevoli, anche nei paesi a basso reddito, per migliorare la salute infantile: dal 1990 a oggi, infatti, il tasso di mortalità globale si è ridotto del 53 per cento.

Il grafico mostra come rispetto al 1970 il tasso globale di decessi sotto i cinque anni sia passato da 145 a 43.

Nonostante ciò, esistono ancora evidenti disparità tra paesi poveri e ricchi. Il divario relativo tra l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale da una parte e i paesi ad alto reddito dall’altra non ha subito cambiamenti considerevoli negli ultimi 25 anni: i bambini nati nell’Africa subsahariana hanno probabilità di morire prima di compiere cinque anni 12 volte maggiori rispetto ai loro coetanei nei paesi ad alto reddito, proprio come accadeva nel 1991.

Sono varie le ragioni per cui il tasso di mortalità infantile può essere elevato. Paesi con situazioni politiche fragili o colpiti da guerre ad esempio subiscono un danneggiamento delle strutture sanitarie, delle infrastrutture e una penuria di personale sanitario che comporta un aumento di nascite non assistite e dunque potenzialmente a rischio. In altri casi, il cambiamento climatico è associato a una maggiore incidenza di malattie infettive come ad esempio la malaria. Inoltre, sia la ricchezza familiare che il livello di istruzione della madre giocano un ruolo importante nelle probabilità di sopravvivenza del bambino oltre il quinto anno di vita.

Dallo studio emergono però previsioni non troppo rassicuranti per il 2030, se la comunità internazionale non attuerà politiche concrete nell’affrontare il problema e dunque cambiare la tendenza odierna. Da oggi al 2030 si prevedono infatti 69 milioni di decessi infantili sotto i cinque anni e 25 dei 30 paesi con i tassi più elevati di mortalità si troveranno ancora nell’Africa subsahariana.

La situazione in Italia

L’Italia, come detto, è tra i paesi più virtuosi al mondo, con quattro decessi ogni mille nascite nel 2015 secondo le stime dell’Unicef. Nel 2013, il dato Istat più recente, ci sono stati 1.523 decessi, più del 70 per cento dei quali dovuto a condizioni di origine perinatale e a malformazioni congenite.

Nonostante ciò, sono riscontrabili differenze sostanziali tra nord e sud.

Come mostra la mappa, le cinque città con il tasso più elevato si trovano tra il sud Italia e la Sardegna. Benevento, (8), ha la maglia nera, seguito da Foggia, Olbia-Tempio, Siracusa e Reggio Calabria. Le più virtuose sono invece Taranto (0,6), La Spezia, Prato, Pistoia e la provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

A livello regionale, invece, la maglia nera va alla Toscana, con un tasso di mortalità di 7,5, seguita da Calabria, Sicilia, Campania e Molise. Le regioni con il minor numero di decessi sotto i cinque anni, invece, sono Marche, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e Liguria.

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