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Fondi Lega: la procura di Bergamo apre una nuova inchiesta, indagato il tesoriere Centemero, fedelissimo di Salvini

Di Laura Melissari
Pubblicato il 10 Dic. 2018 alle 12:51 Aggiornato il 10 Dic. 2018 alle 12:52
Immagine di copertina

La procura di Bergamo sta indagando sui conti della Lega. Il nuovo filone di inchiesta riguarda le ipotesi di finanziamento illecito ai partiti. Tra gli indagati ci sarebbe il tesoriere della “nuova” Lega, Giulio Centemero.

La procura sta indagando sui presunti finanziamenti illeciti da parte di Luca Parnasi, che avrebbe finanziato con 250mila euro l’associazione Più voci, con sede a Bergamo e riconducibile alla Lega.

Secondo le ipotesi dei magistrati, quei soldi farebbero parte di un sistema per mettere al riparo da possibili sequestri i nuovi fondi del Carroccio. La motivazione è da ricercare nella sentenza della Corte d’Appello di Genova sui 49 milioni di euro confiscati alla Lega.

Il processo di Genova ha interessato i rimborsi elettorali ricevuti dalla Lega (che al tempo dell’avvio delle indagini si chiamava ancora Lega Nord) tra il 2008 e il 2010 e che fanno affluire nelle casse del partito circa 49 milioni.

Secondo gli inquirenti, i fondi sono stati usati illecitamente dal fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, dall’ex tesoriere Francesco Belsito e da tre dipendenti del partito e due imprenditori per spese personali. (Qui una ricostruzione dettagliata della vicenda)

Le indagini della procura di Bergamo sono ancora all’inizio. La procura di Roma ha trasmesso gli atti che riguardano l’inchiesta sullo stadio della Roma all’interno della quale era finito in carcere l’imprenditore Parnasi.

I magistrati di Bergamo stanno quindi cercando di ricostruire i flussi di denaro in entrata e in uscita dall’associazione ‘Più voci’ e da altre società collegate. Tra queste vi è la Mc srl, società a cui fa capo la testata online “Il populista”.

TPI.it ha condotto un’inchiesta giornalistica in cui ha fatto luce su come sono stati sperperati parte dei fondi della Lega svaniti nel nulla (qui il riassunto dell’inchiesta).

Chi è Luca Parnasi

“Palazzinaro trasversale per mestiere”, lo definisce l’Espresso. L’imprenditore aveva buoni rapporti con tutto lo spettro politico, dal Pd a Forza Italia, passando per M5s e Lega. Proprietario della holding Eurnova, ereditata dal padre Sandro.

Luca Parnasi è noto per il suo “metodo” che consisteva nell’elargire denaro e altre utilità a esponenti politici, movimenti e fondazioni per rimuovere ogni possibile ostacolo ai suoi affari. Lo stesso metodo fu usato nella costruzione dello stadio della Roma.

Parnasi avrebbe confessato ai pm di aver pagato per ottenere autorizzazioni e ‘via libera’ di tipo tecnico, per velocizzare l’iter amministrativo di determinate procedure, o anche solo per accreditarsi negli ambienti che contano. “Io pago tutti”, aveva detto in una delle intercettazioni contenute nel provvedimento restrittivo del gip Maria Paola Tomaselli.

“Pagavo la politica. L’ho sempre fatto. Mi serviva per entrare negli ambienti che contano”, ha raccontato agli inquirenti. “Avrei anche voluto continuare a farlo, ma a un certo punto, ho dovuto smettere perché non avevo più risorse”.