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“Il M5S ha tradito Taranto”: la rabbia dei residenti per il caso Ilva

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 8 Apr. 2019 alle 16:35 Aggiornato il 8 Apr. 2019 alle 17:12
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Speciale Taranto – L'Ilva funesta

L'ILVA FUNESTA – LO SPECIALE TARANTO DE IL SALTO#IlvaFunesta è un insieme di lavori che il Salto realizzerà per seguire da vicino la questione Taranto, una città ancora oggi vittima dell' acciaieria ormai a pochi metri dal quartiere Tamburi, il più colpito dai suoi effetti nocivi.#TarantoDopo innumerevoli decreti speciali salva – Ilva da parte del governo centrale, 10 in 6 anni a partire dal 2010, la situazione della città pugliese rimane drammatica: il siderurgico più grande d'Europa continua a produrre inquinamento a partire dal 10 aprile 1965, fagocitando il sistema economico locale e determinando un aumento in termini percentuale di rischio tumore sin dalla tenera età.Correlazione tra inquinanti ed endometriosi, presenza di diossina nel latte materno raggiungendo percentuali del 1500% rispetto ai limiti previsti in mamme con età superiore ai 33 anni, aumento di mortalità generale per malattie neoplasiche, malattie respiratorie acute, malattie dell'apparato digerente, malattie ischemiche del cuore; sono alcuni degli effetti dell'acciaieria, in mano dal 1° novembre 2018 alla cordata Arcelor – Mittal.La comunità è priva di riferimenti istituzionali:Il Sindaco frena su possibili ordinanze di chiusura dello stabilimento, ma è stato obbligato a trasferire 700 bambini dalle due scuole presenti nel quartiere Tamburi soprattutto dopo i dati allarmanti sulle emissioni non convogliate e prodotte dallo stabilimento;Il Governo ha tradito le promesse elettorali, a partire dal MoVimento 5 Stelle che è partito dalla propaganda della chiusura dell'acciaieria al promettere l'installazione di tecnologie che dovrebbero tagliare le emissioni inquinanti del 20%.Il soggetto politico a #Taranto ottenne poco meno del 50% dei voti alle Elezioni del 2018.Le offerte universitarie scarseggiano, i ragazzi emigrano, con Taranto quinta città d'Italia con 3.643 under 30 partiti via dalla propria terra.Ma la città resiste e c'è chi si autorganizza assieme ad esperti e comitati cittadini per poter far sentire la propria voce e spiegare che Taranto deve essere salvata dal suo ecomostro. Taranto non è solo Ilva e morte.Taranto può rinascere.Immagine di copertina di Maria R. SumaGiustizia per TarantoTuttaMiaLaCittàTamburi combattentiTaranto lider – Pagina ufficialeCittadini e Lavoratori Liberi e PensantiNon Una Di Meno Taranto

Posted by il Salto on Monday, April 8, 2019

“Taranto è una città in cui c’è un forte dissenso c’è una fortissima rabbia, ma non c’è nessuna sponda, nessun punto di riferimento”. A parlare è Luca Contrario, rappresentante del comitato Giustizia per Taranto. “Da un lato c’è il tradimento del Movimento Cinque Stelle, dall’altro ci sono parlamentari che hanno raccolto consenso e non si sono più fatti vedere”, racconta.

L’intervista è tratta da un video-reportage realizzato nella città dell’Ilva dal collettivo di giornalisti indipendenti Il Salto, intitolato “Ilva funesta”.

“Dopo innumerevoli decreti speciali salva-Ilva da parte del governo centrale, 10 in 6 anni a partire dal 2010, la situazione della città pugliese rimane drammatica”, si legge nel post su Facebook con cui il collettivo ha lanciato il servizio.

“Il polo siderurgico più grande d’Europa continua a produrre inquinamento fagocitando il sistema economico locale e determinando un aumento in termini percentuale di rischio tumore sin dalla tenera età”.

Dopo l’accordo tra il Governo e la multinazionale indiana Arcelor Mittal, la situazione non ha registrato miglioramenti.

Nel reportage vengono elencati alcune tra le principali problematiche che investono il quartiere Tamburi, dove l’Ilva ha sede: “Correlazione tra inquinanti ed endometriosi, presenza di diossina nel latte materno con percentuali del 1.500 per cento più alte rispetto ai limiti previsti in mamme con età superiore ai 33 anni”. E ancora: “Aumento di mortalità generale per malattie neoplasiche, malattie respiratorie acute, malattie dell’apparato digerente, malattie ischemiche del cuore”.

“Le offerte universitarie scarseggiano, i ragazzi emigrano”, fa notare il servizio. “Ma la città resiste e c’è chi si autorganizza assieme ad esperti e comitati cittadini per poter far sentire la propria voce e spiegare che Taranto deve essere salvata dal suo ecomostro. Taranto non è solo Ilva e morte. Taranto può rinascere”.

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