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I vantaggi del voto immediato

Gli italiani chiedono cambiamenti e rimandare le elezioni peggiora soltanto le cose. L'opinione di Bill Emmott sul Financial Times

Di Anna Ditta
Pubblicato il 2 Ott. 2013 alle 09:37
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Immagine di copertina

Dopo le dimissioni dei ministri del Pdl dal governo Letta, l’Italia rischia di andare a votare per la seconda volta in un anno.

Nuove elezioni comporterebbero instabilità e preoccupazione per i mercati, ma secondo l’opinione di Bill Emmott, pubblicata in un articolo del Financial Times, tale soluzione è da riconsiderare.

Secondo Emmott, l’incertezza nella politica italiana causata dalle dimissioni dei ministri segue la precedente certezza che il governo fosse bloccato in un limbo: infatti, il governo Letta ha arrancato sin da quando è stata formata la grande coalizione ad aprile, ma è stato del tutto paralizzato da quando Silvio Berlusconi è stato condannato in via definitiva il primo di agosto.

L’ex primo ministro avrebbe potuto, secondo il giornalista, agire come un nobile martire e dichiararsi innocente accettando però di scontare la pena per il bene dell’Italia. “Invece”, scrive Emmott, ” ha scelto di sfidare tutte le istituzioni politiche del Paese: il diritto della magistratura di condannarlo, il diritto del Parlamento di espellerlo sotto la recente legge che vieta ai condannati di mantenere il loro seggio, il diritto del governo di portare a termine il suo incarico e anche il desiderio del capo dello Stato di proteggere la Costituzione. Il risultato è la paralisi.”

“Un governo paralizzato, anche se guidato da un uomo abile come Enrico Letta, è peggio di non avere un governo”, scrive Emmott. L’Italia ha bisogno di riforme urgenti per risanare l’economia, e l’unica chance di introdurre tali riforme, per il giornalista, consiste nel chiamare il Paese a nuove elezioni: se è vero che i sondaggi riportati dai media registrano che i voti degli italiani porterebbero nuovamente a un punto morto, è pur vero che come le elezioni di febbraio anche le nuove votazioni potrebbero sorprenderci.

“È tutto da giocare”, scrive Emmott nel suo commento, “purché la classe politica sia pronta a imparare la lezione dello scorso febbraio”. Questa secondo il giornalista consiste prima di tutto nella consapevolezza che lasciare a Berlusconi il centro delle attenzioni andrebbe esclusivamente a suo beneficio. Seconda e più importante lezione è che gli italiani anelano il cambiamento, e se i partiti politici non sono stati in grado di capirlo a febbraio, è tempo che lo facciano adesso.

Per il giornalista, il futuro dell’euro-zona si gioca su una gara tra le riforme strutturali richieste dalla Germania ai Paesi in crisi e la perdita da parte degli elettori europei della pazienza necessaria per seguire questo difficile percorso. “In Italia le riforme sono appena iniziate e gli elettori hanno già perso la pazienza con i loro leader”, scrive Emmott, “rimandare le elezioni peggiorerà solo la situazione.”

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