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Giornata per le vittime della mafia, migliaia in marcia da Palermo ad Aosta

Di Laura Melissari
Pubblicato il 21 Mar. 2019 alle 12:22 Aggiornato il 21 Mar. 2019 alle 14:43
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Immagine di copertina

Come ogni 21 marzo, in Italia si celebra la giornata per ricordare le vittime della mafia. In tutto il paese sono tanti i cortei organizzati da Libera e Avviso Pubblico contro la mafia, mentre la piazza principale è quella di Padova, dove interviene don Luigi Ciotti.

Nella città veneta sono presenti oltre 30mila persone, secondo la questura.

“Vogliamo liberare la società dalle mafie. È un traguardo doveroso e possibile, che richiede a tutti impegno, coerenza, piena coscienza delle nostre responsabilità di cittadini”, ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio.

Sono moltissimi i pullman arrivati da tutta Italia per prendere parte alla 24esima giornata della memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie di Padova.

Contemporaneamente si svolgono cortei tra cui Catanzaro, Aosta, Palermo, Sanremo e Brindisi.

A Padova, come ogni anno, vengono letti i nomi delle circa mille vittime innocenti della mafia.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

“Se le mafie oggi sparano meno è perché i mafiosi sono diventati imprenditori. Una mafia imprenditoriale che si è insediata nel tessuto sociale senza trovare opposizione. Le mafie non sono un mondo a parte, gridiamo da vent’anni, ma è un grido finito troppo spesso nel vuoto”, ha detto Don Ciotti alla veglia celebrata il 20 marzo alla basilica di Sant’Antonio da Padova.

“Oggi siamo nella nostra Padova per dire che l’impegno parte dalla consapevolezza. Vanno rotti muri di ipocrisia e la prima consapevolezza che soprattutto come amministratori dobbiamo urlare è che le mafie ci sono anche a nord est”, ha detto il sindaco di Padova Sergio Giordani.

Tra gli slogan urlati e scritti sugli striscioni dei manifestanti i tanti grandi classici, da “Le loro idee camminano sulle nostre gambe”, a “La mafia uccide, il silenzio pure”.

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