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Genova: gli sfollati recuperano i beni dalle loro case | Video

Proseguono le operazioni di rientro, che coinvolgono complessivamente 583 persone per 261 abitazioni

A Genova proseguono le operazioni di rientro temporaneo degli sfollati del ponte Morandi nelle loro case per recuperare i loro effetti personali.

Le operazioni sono iniziate giovedì 18 ottobre 2018, oltre due mesi dopo il crollo del viadotto. Complessivamente sono coinvolte 583 persone per 261 abitazioni.

Il piano messo a punto dal Comune prevede l’accesso alla zona rossa a partire dalle case più vicine al perimetro per poi avvicinarsi al moncone est. Le operazioni dovrebbero concludersi nell’arco di circa due settimane.

In ogni abitazione si può accedere in due, massimo per due ore. In 50 scatoloni gli sfollati devono riuscire a far stare le cose più importanti della loro vita.

Il rientro in ciascuna casa è coadiuvato da due vigili del fuoco accompagnatori, con un terzo pompiere all’esterno per aiutare nella fase del trasloco.

Il piano di rientro degli sfollati e i conseguenti dispositivi di sicurezza hanno un costo di circa 1 milione di euro che dovrebbe essere coperto con un apposito emendamento del decreto Genova.

Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, ha spiegato nei giorni scorsi che “ancora non è stato deciso l’abbattimento delle case di via Porro”: “Dipenderà dal progetto di demolizione”, ha detto.

Su eventuali nuovi ingressi nelle abitazioni evacuate, da parte di chi è già entrato una volta, il sindaco ha affermato: “Cercheremo di accontentare il più possibile gli sfollati. Ovviamente il ponte non si deve muovere”.

“I rimborsi agli sfollati arriveranno sicuramente, il governo ha già previsto gli stanziamenti”, ha assicurato Bucci. “È una cosa che va ora definita tra governo e Autostrade”.

Anche per le aziende, il sindaco non ha dubbi: “Gli indennizzi alle aziende ci sono e ci saranno: bisognerà definire il perimetro dell’area arancione che spetta al commissario delegato, cioè Giovanni Toti, e al sindaco di Genova. Appena definita l’area rossa, ci metteremo a tavolino a stabilire anche quella arancione”.

E sui timori che estendere gli indennizzi all’area arancione possa togliere qualcosa alle aziende colpite dell’area rossa, Bucci ha dichiarato: “Quando in famiglia ci sono più figli, non so se un figlio ha paura che si dia da mangiare ad un altro e di rimanere senza cibo. Io non credo sia cosi’: penso che i genovesi sono in gamba e queste cose non le facciano”.

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