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Game Over

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Il sequel della storia moderna

Un orsetto con la maschera antigas dimenticato o forse abbandonato nell’angolo di una scuola bombardata. Una crepa nel muro ci rivela dove siamo: Gaza, dicembre 2008. Gessi spezzati, come i sogni azzardati dei bambini palestinesi più coraggiosi. Kalshnikov, carri armati, missili. Oggetti che non dovrebbero appartenere all’universo infantile, ma troppo spesso lo fanno. È una realtà complessa, una guerra infinita caratterizzata da un’oggettività latente.

“È la più antica delle faide che continua al grido di ‘ha cominciato lui’,” dice Stefano Gentile, autore del quadro che sto guardando. “Questo è l’unico quadro senza tempo, che potrebbe essere ambientato oggi, come ieri o nel 2008 ed è l’unico il cui titolo è una supplica.”

Bring me back my childhood.

“Una supplica tanto vera per i bambini palestinesi, quanto per quelli israeliani.”

GAME OVER, la mostra di Gentile allestita alla White Noise Gallery di Roma, è un viaggio attraverso i fatti storici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del mondo, dalla seconda guerra mondiale a oggi.

“Ho voluto rappresentare la fine del mondo a blocchi: buoni/cattivi, est/ovest, comunismo/capitalismo.”

Gentile ha ridipinto la storia contemporanea in uno stile eccentrico ultrapop, ispirato dagli anni Ottanta di cui è stato vittima.

Classe ’76, ex dipendente di un sex shop, Gentile non ha mai preso sul serio né la realtà né la sua arte. Dipingeva nel tempo libero e definiva la sua arte “nerd art”, viste le numerose referenze a fumetti, videogiochi e la nerd-triologia per eccellenza: Star Wars.

“Adesso sto cercando di spaziare.”

I venti acrilici su tela del ciclo Game Over sono una via di mezzo fra il tipo di arte che faceva prima, divertente ma fine a se stessa, e quella che vuole fare in futuro, concettuale e ludica. È un passaggio dall’infanzia all’essere adulto che Gentile affronta con brillante ironia.

Super Mario diventa il simulacro di Saddam, il muro di Berlino un gigantesco tetris, Mussolini cavalca un mini pony e Piazza Tienanmen è invasa da carri armati del Risiko.

Gentile, appassionato di storia, ci gioca, sdrammatizzando dove possibile. Si diverte e fa divertire, inserendo elementi di trivia all’interno dei propri quadri: le nuvolette 8 bit dietro a Super Mario sono a forma degli stati americani appartenenti alla cosiddetta “Bible Belt”, quella che aveva più sostenuto la guerra in Iraq; la scritta in latino alle spalle di Mussolini si traduce in“vola mio mini pony”; la mappa di Israele e Palestina ci si presenta sotto forma di crepa nel muro; il libro “My Pet Goat” che giace per terra accanto al bambino che costruisce le torri gemelle con blocchi di costruzione era il libro che Bush stava leggendo quando gli fu annunciato l’attacco dell’11 settembre. La mostra diventa così un percorso intrattenente ed istruttivo dove l’osservatore ripercorre la storia moderna, mentre viene catapultato nella sua infanzia, circondato da personaggi e giochi di riferimento.

A volte per viaggiare non bisogna andare lontano. La mostra rimarrà aperta fino al 31 luglio alla White Noise Gallery, Via dei Marsi 20/22 (RM) dal martedì al sabato, 12:00 – 20:00.

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