Femministe contestano il ddl Pillon, i leghisti le spintonano e le insultano: “Andatevene zo****e!”

Una delegazione del collettivo "Non una di meno" ha fatto irruzione durante un convegno sul ddl del senatore leghista

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 3 Feb. 2019 alle 12:33 Aggiornato il 3 Feb. 2019 alle 13:32
0
Immagine di copertina
Le immagini del convegno a Roma. Credit: Agenzia Dire

La proposta di legge sull’affidamento condiviso firmata dal senatore della Lega Simone Pillon torna a far discutere. Un gruppo di femministe del collettivo di “Non una di meno” ha fatto irruzione durante un convegno organizzato dalla lega nel Municipio I di Roma contestando il ddl, lo scorso 31 gennaio 2019.

Alcuni leghisti hanno risposto con la violenza, spintonando e insultando le donne. Nell’aula consiliare del Municipio I di Roma i leghisti, alla presenza del primo firmatario del ddl, stavano presentando le caratteristiche della proposta di legge, quando le donne sono entrate in sala intonando slogan contro la proposta di legge, esibendo con cartelloni e striscioni. Per le femministe il ddl Pillon sarebbe un “attacco alle conquiste delle donne”.

In un primo momento, le contestatrici si erano limitate a manifestare fuori dalla struttura, poi è stato concesso l’ingresso a una delegazione. Una volta dentro, le donne hanno fatto sentire la loro voce, interrompendo gli interventi in corso dei relatori. A quel punto uno dei leghisti presenti in aula si è alzato, andando contro le contestatrici e iniziando a spintonarle.

Altri presenti hanno fermato l’uomo, che è tornato a sedersi, ma al posto suo qualcun altro in aula ha iniziato a urlare contro le donne, insultandole: “Avete dieci amanti a testa, zoccole andatevene!”. Il clima è diventato ancora più incandescente, con la reazione del gruppo di femministe che ha continuato a urlare contro i presenti.

Il ddl Pillon

Il disegno di legge a prima firma Pillon è arrivato in commissione Giustizia del Senato lo scorso 10 settembre 2018.

Il senatore leghista e organizzatore del Family Day, noto per le sue prese di posizione contro le unioni civili e l’aborto, ha difeso il disegno di legge, che era stato ampiamente criticato da più parti, sostenendo che non è vero che sia maschilista ma che ha l’obiettivo di diminuire la conflittualità tra i genitori e consentire ai bambini di stare con padre o madre per tutto il tempo che vogliono.

Il ddl punta tra le altre cose a prevedere come obbligatoria per le coppie con figli la mediazione al fine di aiutarle a trovare un accordo nell’interesse dei minori.

Il ddl Pillon si propone inoltre di contrastare il fenomeno dell’alienazione genitoriale: “Nelle situazioni di crisi familiare il diritto del minore ad avere entrambi i genitori finisce frequentemente violato con la concreta esclusione di uno dei genitori (il più delle volte il padre) dalla vita dei figli e con il contestuale eccessivo rafforzamento del ruolo dell’altro genitore”, si legge all’articolo 12.

Sparirebbe inoltre la cifra forfettaria stabilita automaticamente, sostituita da un assegno calcolato ad hoc sui figli e sul progetto che i genitori hanno su di loro. La cifra stabilita sarà poi divisa equamente tra i genitori, in base a quanto guadagnano.

L’agenzia stampa Dire, presente al convegno, ha diffuso le immagini dell’irruzione e della reazione dei leghisti.

0
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.